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Denuncia impianto messa a terra: quando e come va fatta

Denuncia impianto messa a terra: quando e come va fatta

Le verifiche degli impianti di messa a terra e degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche rappresentano un argomento complesso, disciplinato dal “Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi” (Decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462).

Forse non tutti sanno che, da maggio 2019, l’Inail ha messo a disposizione l’applicativo CIVA per la gestione informatizzata dei servizi di certificazione e verifica, anche con riferimento alla denuncia di impianti di messa a terra e alla denuncia di impianti di protezione da scariche atmosferiche.

Verifica dell’impianto di messa a terra

La verifica dell’impianto di messa a terra comprende queste attività:

  • Esame della documentazione
  • Esame a vista dei luoghi e degli impianti
  • Effettuazione di prove e misure
  • Redazione del verbale di verifica
  • Comunicazione all’organo di vigilanza

La denuncia è obbligatoria per gli impianti di messa a terra realizzati per la protezione delle persone dai contatti indiretti tramite interruzione automatica dell’alimentazione.

Non è obbligatoria, invece, per gli impianti di terra realizzati esclusivamente per ragioni funzionali, o per altri motivi, e i sistemi di protezione dai contatti indiretti che non si basano sull’interruzione automatica dell’alimentazione.

L’avviamento degli impianti di messa a terra può essere effettuato soltanto dopo la verifica eseguita dall’installatore, che rilascia la dichiarazione di conformità ai sensi del decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37. La dichiarazione di conformità equivale a tutti gli effetti all’omologazione dell’impianto.

Nel caso in cui la dichiarazione di conformità non sia più reperibile, per gli impianti eseguiti prima del 27 marzo 2008 e dopo il 13 marzo 1990, può essere sostituita da una dichiarazione di rispondenza redatta da un professionista/responsabile tecnico con le competenze indicate dal decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37.

La denuncia della messa a terra deve essere presentata ogni volta che l’impianto viene ampliato o subisce una modifica, o nel caso di una variazione d’uso dell’ambiente di lavoro, poiché cambia lo stato di sicurezza dello stesso.

Verifica degli impianti e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche

La verifica degli impianti e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche comprende queste attività:

  • Esame della documentazione
  • Esame a vista dei luoghi e degli impianti
  • Effettuazione di prove e misure
  • Redazione del verbale di verifica
  • Comunicazione all’organo di vigilanza

La denuncia è obbligatoria per le installazioni e i dispositivi di protezione quando, a seguito della valutazione del rischio fulminazione (effettuata secondo la normativa tecnica CEI EN 62305-2), risultino necessari per il contenimento della componente di rischio R1: perdita di vita umana.

Anche in questo caso, l’avviamento degli impianti contro le scariche atmosferiche può essere effettuato solo dopo la verifica eseguita dall’installatore, che rilascia la dichiarazione di conformità ai sensi del decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37. Ed anche in questo caso, la dichiarazione di conformità equivale a tutti gli effetti all’omologazione dell’impianto.

Ser.Int.A offre assistenza ai datori di lavoro per tutti gli adempimenti relativi alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Puoi contattarci senza impegno, saremo lieti di darti maggiori informazioni.

Apprendistato e formazione: cosa prevede questo tipo di contratto di lavoro

I contratti di apprendistato e la formazione

L’apprendistato è un contratto di lavoro che presuppone la formazione del lavoratore.

Chi assume, infatti, è obbligato a garantire all’apprendista la formazione necessaria per acquisire competenze professionali relative alla mansione del contratto.

L’apprendistato è suddiviso il tre tipologie:

  1. Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore.
  2. Apprendistato professionalizzante.
  3. Apprendistato di alta formazione e ricerca.

1. Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore

Dedicato ai giovani dai 15 anni fino ai 25, permette di conseguire una qualifica professionale o un diploma professionale alternando lavoro e studio.

La durata non può essere superiore a tre anni, o quattro nel caso di diploma quadriennale regionale, ed è determinata in base alla qualifica da conseguire.

2. Apprendistato professionalizzante

E’ indirizzato ai giovani tra i 18 e i 29 anni compiuti, o 17 anni se possiedono una qualifica professionale, che possono essere assunti in tutti i settori di attività, pubblici e privati.

La durata del contratto non può essere inferiore ai 6 mesi e superiore a tre anni (cinque per il settore artigianato) e permetterà al giovane di conseguire una qualifica attraverso una formazione trasversale e professionalizzante.

3. Apprendistato di alta formazione e ricerca

Pensato per i giovani dai 18 ai 29 anni, permette di conseguire un titolo di studio universitario e di alta formazione, compresi il dottorato di ricerca, i diplomi rilasciati dagli Istituti tecnici superiori (ITS), nonché il praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche.

I vantaggi

Quali sono i vantaggi per il datore di lavoro che decide di avviare un contratto di apprendistato?

Prima di tutto, gli apprendisti possono essere retribuiti meno rispetto agli altri lavoratori adibiti alle stesse mansioni; questo perché possono essere inquadrati fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria di lavoratori che hanno la stessa mansione.

Sono notevoli gli incentivi economici per il datore di lavoro che stipula un contratto simile: la contribuzione agevolata o la deducibilità delle spese e dei contributi dalla base imponibile Irap.

Gli apprendisti sono poi esclusi dal computo dei dipendenti per determinati fini di leggi.

Che cosa succede se non vengono rispettati gli obblighi formativi nel contratto di apprendistato?

Il datore di lavoro dovrà versare la differenza tra la contribuzione erogata e quella dovuta, con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100 per cento.

Ser.Int.A offre assistenza ai datori di lavoro nell’espletamento di tutte le procedure relative alla formazione obbligatoria da svolgere. Contattaci per avere informazioni!

Abilitazione CEI 11-27 per le officine: come riparare in sicurezza auto elettriche e ibride

Abilitazione CEI 11-27 per le officine: manutenzione e riparazioni su veicoli elettrici e ibridi

Da qualche anno il mercato delle auto elettriche e ibride è in continua crescita. Basti sapere che nel 2018 sono state circa 250 mila le auto di nuova generazione elettriche (EV) e ibride (HEV) circolanti in Italia: un numero che aumenta costantemente e che comporta un aggiornamento delle tecniche di manutenzione da parte delle officine autoriparatrici.

La manutenzione delle auto elettriche e ibride prevede una preparazione specifica sulle procedure tecniche corrette, sui rischi e la sicurezza.

Per tale motivo, per poter essere autorizzati ad operare su questi tipi di automobili, è necessario ottenere l’abilitazione CEI 11-27 per le officine.

Cos’è la CEI 11-27?

Poiché in Italia non sono state redatte norme specifiche per gli interventi su questi tipi di automobili, per concedere ad un’officina autoriparatrice l’abilitazione a effettuare manutenzione e riparazioni su veicoli elettrici e ibridi, si fa riferimento alla norma CEI 11-27 “Lavori su impianti elettrici”.

Tale norma riguarda la sicurezza sul lavoro relativa ai lavori eseguiti in presenza di impianti di edificio, e non è riferita ai lavori sui veicoli. Si tratta, quindi, della stessa abilitazione rilasciata agli addetti ai lavori elettrici.

Come si ottiene l’abilitazione?

L’abilitazione si ottiene seguendo uno specifico corso di formazione.

Il percorso formativo consiste nell’apprendere le seguenti conoscenze:

  1. conoscenze teoriche per eseguire lavori elettrici fuori tensione e sotto tensione;
  2. conoscenze e capacità necessarie all’operatività;
  3. conoscenze pratiche sulle tecniche di lavoro sotto tensione.

Sono previsti due profili per i corsisti: PES (Persona esperta) e PAV (Persona avvertita).

Il profilo operatore PES può eseguire i lavori di riparazione e manutenzione in autonomia; il profilo operatore PAV può eseguire gli stessi lavori, ma soltanto sotto la supervisione di un operatore PES.

Per informazioni sul nostro corso di formazione clicca qui –> Corso di Formazione per Addetti ai Lavori elettrici (PES – PAV) norma CEI 11-27 IV ED. 2014.

Agevolazioni alle imprese: il MOI a sostegno dello sviluppo di attività imprenditoriali in Calabria

MOI – Microcredito per l’Occupazione e l’Inclusione

Stai pensando di avviare un’attività imprenditoriale o di rafforzarne una che già esiste?

Se sei residente in Calabria, la Regione ha attivato (oltre a Resto al sud) un’iniziativa importante a sostegno dello sviluppo di attività imprenditoriali, della creazione di nuova occupazione e dell’inclusione nel mercato del lavoro dei soggetti svantaggiati.

Cos’è il MOI?

MOI – Microcredito per l’Occupazione e l’Inclusione è un progetto regionale orientato a sostenere gli investimenti per la creazione di nuove imprese o il rafforzamento di imprese esistenti.

A chi è rivolto il MOI?

A chi ha difficoltà di accesso al credito e si trova in condizione di svantaggio. Sono stati messi a disposizione finanziamenti a tasso agevolato, utili alla creazione di nuove imprese (Start Up), anche sotto forma di lavoro autonomo, o per il rafforzamento di progetti imprenditoriali già esistenti (microimprese costituite da non più di 10 anni).

Come funziona il MOI?

La Regione ha messo a disposizione € 10.000.000,00. Il Fondo prevede la concessione di prestiti/mutui a tasso di interesse agevolato per un importo compreso tra i 5 mila e i 35 mila euro erogati direttamente da Fincalabra S.p.A. per un periodo massimo di 5 anni per la restituzione senza garanzie (mutuo chirografario).

Il finanziamento è concesso per:

  • l’acquisto di beni;
  • la retribuzione di nuovi dipendenti o soci lavoratori fino al 100% dei costi salariali;
  • il pagamento di corsi di formazione volti ad elevare la qualità professionale e le capacità tecniche e gestionali del lavoratore autonomo, dell’imprenditore e dei relativi dipendenti;
  • il pagamento di corsi di formazione anche di natura universitaria o post-universitaria.

Tutte le spese dovranno essere sostenute successivamente alla presentazione della domanda. I finanziamenti saranno assegnati attraverso una procedura a sportello (le domande sono registrate e valutate in base all’ordine cronologico di presentazione), senza procedere alla formazione di graduatorie, fino all’esaurimento dei fondi.

Se sei interessato contattaci subito: un nostro professionista del settore ti aiuterà a capire meglio l’iniziativa e, se lo vorrai, a portare avanti il tuo progetto imprenditoriale.

Contattaci qui o chiamaci allo 0968432291.

Diventa Data Scientist: ecco un corso di formazione gratuito finanziato dalla Regione Calabria

Corso di formazione Data Scientist

Sono aperte le iscrizioni a un corso di formazione professionale gratuito per ottenere l’attestato di qualifica di Analista di dati (Data Scientist). Il corso Data Scientist è finanziato dalla Regione Calabria allo scopo di favorire la formazione e l’occupazione di uomini e donne under 36 che trovano difficoltà ad inserirsi o reinserirsi nel mondo del lavoro.

Il corso di formazione professionale, ideato e organizzato da Goodwill (Associazione di promozione sociale) con la collaborazione del Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale dell’Università della Calabria, della Fondazione Consulenti per il Lavoro e 12 aziende calabresi, mira a formare una figura professionale specializzata che sappia utilizzare le nuove tecnologie e guidare l’informatizzazione aziendale partendo dall’analisi dei dati di ogni impresa.

Il corso di formazione si articola in 400 ore, di cui 240 di lezioni frontali e laboratoriali e 160 di stage in una delle aziende partner.

E’ aperta la selezione dei partecipanti (max 25); le domande potranno essere inviate via e-mail a info@goodwillteam.it entro e non oltre le ore 13.00 del 4 ottobre 2019.

Per maggiori informazioni inerenti i contenuti del corso, i requisiti di accesso e le modalità di presentazione delle domande, potete visitare la pagina dedicata.

Aggiornamento RLS: è obbligatorio per tutte le aziende

Aggiornamento RLS: la circolare del Ministero del lavoro

La recente circolare del Ministero del Lavoro ha confermato l’obbligo dell’aggiornamento dei Rappresentanti dei Lavoratori per tutte le aziende, a prescindere dal numero di soggetti occupati.

Riferimenti normativi

Il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), è un obbligo normativo previsto dall’articolo 47 del D. Lgs. n. 81 del 2008, secondo il quale in ogni azienda o unità produttiva deve essere garantita la rappresentanza dei lavoratori per la sicurezza (art. 47, comma 2); ciò indipendentemente dalle dimensioni e dalla composizione di riferimento e, quindi, anche ove l’azienda o l’unità produttiva abbia un solo lavoratore.

L’obbligo dell’aggiornamento formativo

L’aggiornamento del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza ha una scadenza annuale, ed ha una durata di 4 ore per le aziende fino a 50 lavoratori, mentre è di 8 ore per le aziende oltre 50 lavoratori.
La formazione può essere assolta con la partecipazione del RLS a corsi in aula oppure online (se previsto dal CCNL).

Se non è stato nominato

In caso di mancata nomina da parte dei lavoratori, le funzioni RLS saranno svolte da un rappresentante territoriale (RLST), ossia da un delegato sindacale esterno che, per l’esercizio di dette funzioni, avrà diritto di accesso in azienda e ai relativi documenti sulla sicurezza.

Inoltre, l’azienda in cui non sia stato nominato il RLS, partecipa al finanziamento del Fondo di sostegno di cui all’art. 52, con un contributo pari a due ore lavorative annue per ogni lavoratore occupato.

Come nominare il RLS

Le aziende prive di RLS, sono tenute ad informare i lavoratori della possibilità di nominare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. A seguito di nomina, il datore di lavoro dovrà fare comunicazione all’Inail.

Iscriviti al prossimo corso

  • Corso in aula: 26 giugno 2019 ore 15.30 presso SERINTA SRL – Costo 35 euro
  • Corso online: fruibile in qualsiasi momento – Costo 35 euro

Per maggiori informazioni contattare

SERINTA Srl tel. 0968.432291 – info@serinta.it