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Corso di formazione per Formatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro

Corso di formazione online per Formatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro (24h o 48h)

Il corso di formazione per Formatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro fornisce le nozioni di base necessarie a progettare ed erogare percorsi formativi sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

A chi si rivolge?

Durata

Il corso di formazione ha una durata di 24 o 48 ore più la verifica finale (90 minuti).

Modalità

Il corso si svolge interamente online, su una piattaforma e-learning a cui puoi accedere tutti i giorni.

Grazie alla Frequenza a distanza (FAD), infatti, non hai nessun vincolo di orario e scegli tu quando seguire le lezioni.

Tutor

Per ogni esigenza, avrai un tutor a disposizione che potrai contattare ai recapiti che ti verranno forniti.

Verifica finale

Al termine delle lezioni è prevista una verifica di apprendimento finale tramite un test di 30 domande, da svolgere in 90 minuti.

L’esito positivo è dato dalla risposta corretta ad almeno il 70% delle domande. Se non dovessi superarlo, il test è ripetibile più volte gratuitamente.

Superato il test ti sarà rilasciato l’attestato di frequenza.

Scadenza corso

Il corso non ha una scadenza.

 

Per avere più informazioni sul corso o sulle modalità di iscrizione, contattaci senza impegno, saremo lieti di spiegarti meglio ogni cosa.

Cosa aspetti? Dai valore alla tua professionalità!

Resto al Sud: ancora attivo il finanziamento per le startup del Sud

Resto al Sud è un incentivo rivolto inizialmente all’imprenditoria giovanile e poi, con le novità previste dalla Legge di Bilancio 2019, esteso anche ai liberi professionisti.

Lo scopo delle agevolazioni è sostenere la nascita di nuove realtà imprenditoriali nelle regioni del Sud.

Resto al sud è un finanziamento a sportello, quindi le domande vengono esaminate in base all’ordine cronologico di arrivo.

A chi si rivolge Resto al Sud?

A tutti gli under 46 che:

  • al momento della presentazione della domanda sono residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia;
  • non hanno un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento;
  • non sono già titolari di altra attività di impresa in esercizio;
  • (solo per i liberi professionisti): non risultano titolari di partita IVA, nei dodici mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui chiedono le agevolazioni.

Possono presentare richiesta di finanziamento:

  • le società, anche cooperative, le ditte individuali costituite successivamente alla data del 21 giugno 2017;
  • i team di persone che si costituiscono entro 60 giorni (o 120 se residenti all’estero) dopo l’esito positivo della valutazione.

Cosa è possibile fare?

Con Resto al Sud è possibile avviare attività imprenditoriali per:

  • la produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
  • la fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
  • il turismo.

Dal finanziamento sono escluse le attività agricole e il commercio.

Quali sono le spese ammissibili?

Le spese ammissibili sono quelle per:

  • la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili;
  • l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici;
  • le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività imprenditoriale.

Copertura del finanziamento

Il finanziamento Resto al Sud copre il 100% delle spese ammissibili, così distribuito:

  • contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo;
  • finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo. Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi.

Se sei interessato, se anche tu vuoi restare al Sud, contattaci o chiamaci allo 0968432291: ti aiuteremo a portare avanti il tuo progetto imprenditoriale.

Sicurezza antincendio: novità per le facciate dei condomini

La sicurezza antincendio degli edifici dedicati all’abitazione civile è normata dal Decreto Ministeriale n. 246 del 16.05.1987 che è stato recentemente integrato dalla promulgazione, sulla G.U. n. 30 del 05.02.2019, del Decreto del Ministero dell’Interno del 25.01.2019.

Le novità del DM 25.01.2019

Il nuovo decreto è stato promulgato dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Ministero dell’Interno ritenendo necessario integrare la normativa vigente per gli alti fabbricati di civile abitazione con idonee misure gestionali commisurate al livello di rischio incendio e con l’indicazione esplicita degli obiettivi che devono essere valutati ai fini della sicurezza antincendio delle facciate degli edifici.

Il DM 25.01.2019 dispone che i fabbricati di civile abitazione di altezza superiore a 24 metri, di nuova realizzazione o sottoposti a modifiche sostanziali delle facciate, debbano avere specifici requisiti antincendio con riferimento alle facciate stesse.

Gli obiettivi progettuali per le facciate dei condomini

Gli obiettivi progettuali delle nuove facciate condominiali sono volti, secondo il nuovo decreto, a:

  • limitare la probabilità di propagazione di un eventuale incendio originatosi all’interno dell’edificio, a causa di fiamme o fumi caldi che si propaghino e sviluppino in senso orizzontale e/o verticale;
  • limitare la probabilità d’incendio di una facciata e la successiva propagazione dell’incendio stesso a causa di un innesco avente origine esterna, come ad esempio un incendio che si trasmetta da un edificio adiacente oppure un incendio a livello stradale alla base dell’edificio;
  • evitare o limitare, in caso d’incendio, la caduta di parti di facciata, quali frammenti di vetro o di altre parti che possono compromettere l’esodo in sicurezza degli occupanti l’edificio e l’intervento delle squadre di soccorso.

Allo scopo di perseguire i suddetti obiettivi progettuali per le facciate il decreto del 25.01.2019 richiama le già note linee guida allegate alla circolare della Direzione Prevenzione e Sicurezza Tecnica del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, prot. n. 5043 del 15.04.2013 riportanti “Requisiti di sicurezza antincendio delle facciate negli edifici civili”, che potranno essere utilizzate quale valido riferimento tecnico.

Le prescrizioni suddette sulle facciate non trovano applicazione per gli edifici di civile abitazione che, alla data di entrata in vigore del decreto, cioè il 06.05.2019:

  • siano in possesso degli atti abilitativi rilasciati dalle competenti autorità;
  • abbiano conseguito l’approvazione da parte del competente Comando provinciale VVF di un progetto antincendio, come previsto dall’art. 3 del DPR 151 del 01.08.2011 e siano in fase di attuazione dello stesso.

Gli adempimenti di gestione della sicurezza

Il nuovo decreto, inoltre, introduce specifici adempimenti inerenti la gestione della sicurezza antincendio per gli edifici di civile abitazione, nuovi ed esistenti. Gli edifici sono classificati in funzione dell’altezza, a partire da 12 fino ad oltre 80 metri, in 4 categorie, che richiamano quelle previste dal DM 246/1987.

Per ogni categoria di altezza la norma prevede uno specifico livello di prestazione antincendio, dal livello 0 al livello 3.

Si configurano i seguenti livelli di prestazione antincendio:

  • Edifici di tipo A: altezza antincendi da 12 a 24 m = livello di prestazione 0;
  • Edifici di tipo B e C: altezza antincendi da 24 a 54 m = livello di prestazione 1;
  • Edifici di tipo D: altezza antincendi da 54 fino a 80 m = livello di prestazione 2;
  • Edifici di tipo E: altezza antincendi oltre 80 m = livello di prestazione 3.

Il responsabile del condominio deve:

  • prevedere specifiche misure di gestione della sicurezza antincendio in funzione del livello di rischio, commisurato all’altezza dell’edificio;
  • pianificare, verificandole periodicamente, le misure da attuare in caso d’incendio;
  • informare gli occupanti su procedure di emergenza e misure di sicurezza;
  • mantenere in efficienza i sistemi, dispositivi e attrezzature antincendio adottati;
  • effettuare verifiche di controllo e interventi di manutenzione;
  • esporre cartellonistica riportante divieti e precauzioni, numeri telefonici e istruzioni per l’esodo in emergenza;
  • verificare, per le aree comuni, l’osservanza dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni di esercizio.

Tempi di adempimento del DM 25.01.2019 e casi particolari

I sistemi manuali di allarme incendio e gli impianti EVAC, ove previsti, dovranno essere installati entro 2 anni dall’entrata in vigore del decreto, quindi entro la data del 06.05.2021; tutti gli altri aspetti di organizzazione e gestione della sicurezza dovranno essere attuati entro il 06.05.2020.

Una specifica valutazione dovrà riguardare gli edifici di altezza superiore a 24 metri, qualora negli stessi siano ubicate attività non direttamente pertinenti; in tali casi la norma prescrive un livello di prestazione superiore rispetto a quello previsto.

Qualora nel condominio si ravvisi promiscuità strutturale, impiantistica, dei sistemi di vie d’esodo relative ad attività esercitate da gestioni differenti, occorrerà valutare i rischi collegati e le pianificazioni d’emergenza delle singole attività dovranno necessariamente tenere conto delle possibili interferenze. Le vie di esodo dovranno essere chiaramente individuabili mediante planimetrie installate in vista in punti opportuni.

Rimane sempre fermo l’obbligo, sia per i nuovi edifici che per quelli esistenti, aventi altezza superiore a 24 metri e non ancora a norma con l’antincendio, di produrre la segnalazione certificata d’inizio attività ai fini antincendio (SCIA antincendio) presso il competente Comando VVF ai sensi degli artt. 3, 4 del DPR 151/2011.

Tale obbligo è penalmente sanzionato in caso di inottemperanza ai sensi dell’art. 20 del D. Lgs. 139/2006.

FONTE: puntosicuro.it

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Salute e sicurezza sul lavoro: le agevolazioni del Bando ISI Inail 2018

Cos’è il Bando ISI Inail 2018?

Il Bando ISI Inail 2018 è uno degli incentivi che l’Inail mette a disposizione delle imprese per finanziare le spese sostenute per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Scopo del Bando ISI Inail 2018

Il Bando ISI Inail 2018 ha due obiettivi:

  • incentivare le imprese a realizzare dei progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza sul lavoro;
  • incentivare le microimprese e le piccole imprese che operano nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli all’acquisto di nuovi macchinari e di attrezzature di lavoro che portino ad abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti, a ridurre il livello di rumorosità o del rischio di infortuni o del rischio che può derivare svolgendo operazioni manuali.

Tutto ciò implica un miglioramento del rendimento e della sostenibilità dell’azienda agricola grazie alla riduzione dei costi di produzione o il miglioramento e la riconversione della produzione assicurando anche un miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori.

I fondi messi a disposizione

I finanziamenti sono a fondo perduto e vengono assegnati fino a esaurimento delle risorse finanziarie, secondo l’ordine cronologico di ricezione delle domande.

L’Inail ha messo a disposizione Euro 369.726.206,00 suddivisi in 5 Assi di finanziamento, differenziati in base ai destinatari:

Asse 1 (Isi Generalista):

  • euro 180.308.344,00: per i progetti di investimento;
  • euro 2.000.000,00: per i progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

Asse 2 (Isi Tematica)

  • euro 45.000.000,00: per i progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi (MMC).

Asse 3 (Isi Amianto)

  • euro 97.417.862,00: per i progetti di bonifica da materiali contenenti amianto.

Asse 4 (Isi Micro e Piccole Imprese)

  • euro 10.000.000,00: per i progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività (Pesca: codice Ateco 2007 A03.1 – Tessile-Confezione-Articoli in pelle e calzature: codici Ateco 2007 C13, C14, C15).

Asse 5 (Isi Agricoltura)

  • euro 30.000.000,00: per la generalità delle imprese agricole;
  • euro 5.000.000,00: riservato ai giovani agricoltori, organizzati anche in forma societaria.

Per quanto riguarda gli Assi 1, 2, 3 è concesso un finanziamento in conto capitale del 65% delle spese ritenute ammissibili. Il finanziamento massimo erogabile è di 130.000,00 Euro mentre quello minimo di 5.000,00 Euro.

Per quanto riguarda l’Asse 4 è concesso un finanziamento in conto capitale del 65% delle spese ritenute ammissibili. Il finanziamento massimo erogabile è di 50.000,00 Euro mentre quello minimo è di 2.000,00 Euro.

Per quanto riguarda l’Asse 5 è concesso un finanziamento in conto capitale del:

  • 40% per quelle che rientrano nella categoria della generalità delle imprese agricole;
  • 50% per i giovani agricoltori;

In entrambi i casi il contributo è calcolato sull’importo delle spese ritenute ammissibili non superiore a Euro 60.000,00 e non inferiore a Euro 1.000,00.

Chi può beneficiare del finanziamento?

Possono inoltrare la richiesta di contributo tutte le imprese situate sul territorio nazionale, anche quelle individuali, che siano iscritte al registro delle imprese o all’albo delle imprese artigiane e che siano in regola con gli adempimenti assicurativi e contributivi. Inoltre, le imprese non devono risultare tra quelle ammesse ai finanziamenti relativi agli Avvisi ISI degli anni 2015, 2016, 2017.

Come è possibile inoltrare le richieste?

Le richieste di finanziamento devono essere presentate in modalità telematica sul portale Inail, dal 11/04/2019 fino alle ore 18.00 del 30/05/2019.

Per accedere alla procedura di compilazione della domanda sono necessarie le credenziali di accesso ai servizi online. Per ottenere le credenziali bisogna effettuare la registrazione sul portale Inail almeno 2 giorni lavorativi prima della chiusura della procedura informatica per la compilazione delle domande.

Per maggiori informazioni puoi guardare i video tutorial messi a disposizione dall’Inail.

Sicurezza sul lavoro: gli aggiornamenti di aprile del Testo Unico

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha reso noto le modifiche di aprile 2019 apportate al TUSL – Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro (Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81).

Ecco gli aggiornamenti dell’ultima revisione del Testo Unico (clicca per il testo completo):

  1. Inserito il Decreto Interministeriale 22 gennaio 2019 – Individuazione della procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare (GU n. 37 del 13/02/2019);
  2. Aggiornato il link esterno alle tabelle delle tariffe adottate per le attività di verifica periodica delle attrezzature di lavoro di cui all’allegato VII, ulteriormente adeguate ai sensi articolo 1, comma 2) del decreto dirigenziale del 23 novembre 2012 dall’allegato I alla nota prot. n. 4393 del 04/03/2019 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
  3. Sostituito il Decreto Direttoriale n. 89 del 23 novembre 2018 con il Decreto Direttoriale n. 8 del 25 febbraio 2019 – Ventunesimo elenco dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’art. 71 comma 11 (link esterno all’Allegato);
  4. Inseriti gli interpelli n. 1 del 31/01/2019 e n. 2 del 15/02/2019 e n. 3 del 20/03/2019;
  5. Modificati gli articoli 74, commi 1 e 2, e 76, commi 1 e 2, ai sensi Decreto Legislativo 19 febbraio 2019, n. 17 (GU n.59 del 11/03/2019 in vigore dal 12/03/2019);
  6. Inserito il decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475, così come modificato dall’art. 1 del Decreto Legislativo 19 febbraio 2019, n. 17 (GU n.59 del 11/03/2019 in vigore dal 12/03/2019).

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