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Riapertura asili nido e materne: le linee guida anti-covid

Riapertura asili nido e materne: le linee guida anti-covid

Sulle base delle indicazioni organizzative specifiche per la riapertura di asili nido e materne (fascia 0-6) in sicurezza e in base alle norme anti-covid, i Ministeri, le Regioni e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) hanno pubblicato un documento completo con il decreto di adozione delle Linee guida per la ripresa delle attività in presenza a partire dall’inizio di settembre.

Il testo comprende le indicazioni organizzative specifiche per la fascia 0-6 che possono garantire la ripresa e lo svolgimento in sicurezza dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia in presenza, assicurando sia i consueti tempi di erogazione, sia l’accesso allo stesso numero di bambini accolto secondo le normali capienze.

Sintesi delle linee guida

L’organizzazione degli spazi prevede aree strutturate, nel rispetto delle esigenze della fascia di età, anche attraverso una diversa disposizione degli arredi, utilizzando materiale ludico e didattico, oggetti e giocattoli assegnati in maniera esclusiva a specifici gruppi/sezioni.

In particolare, dovrà essere valorizzato l’uso degli spazi esterni e di tutti gli spazi disponibili che potranno essere “riconvertiti” per accogliere stabilmente gruppi di relazione e gioco.

Per garantire la ripresa e lo svolgimento in sicurezza dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia in presenza, laddove necessario, i sottoscrittori del documento, si impegnano a verificare la possibilità di individuare ulteriori figure professionali, di prevedere eventuali deroghe per le sostituzioni e di assegnare dotazioni organiche aggiuntive nei limiti delle risorse disponibili.

Per quanto riguarda le scuole dell’infanzia statali il Ministero si sta già adoperando per un incremento dell’organico. Si prevedono anche momenti di formazione/informazione specifica del personale.

Compatibilmente con gli spazi a disposizione, è preferibile organizzare l’accoglienza all’esterno, prevedendo possibilmente punti di ingresso e uscita differenziati.

Ad accompagnare i bambini potrà essere un solo genitore, nel rispetto delle regole generali di prevenzione dal contagio, incluso l’uso della mascherina durante tutta la permanenza all’interno della struttura.

Per favorire le misure organizzative idonee alla limitazione del contagio, si potrà tenere un registro delle presenze delle eventuali persone che accedono alla struttura.

Per quanto riguarda l’accesso dei più piccoli alle strutture educative, non sarà necessaria la rilevazione della temperatura corporea all’ingresso, ma bambini e personale:

  • non dovranno avere sintomatologia respiratoria o temperatura corporea oltre i 37.5°C
  • non dovranno essere stati in quarantena o isolamento domiciliare negli ultimi 14 giorni né a contatto con persone positive, per quanto di propria conoscenza, negli ultimi 14 giorni.

L’igiene personale, anch’essa elemento caratterizzante del percorso educativo dei bambini all’interno dei servizi educativi e di istruzione, dovrà essere integrata nelle routine che scandiscono normalmente la giornata dei bambini per l’acquisizione di corretti e rispettosi stili di comportamento, compatibilmente con l’età e con il loro grado di autonomia e consapevolezza.

Per i bambini di età inferiore a 6 anni non è previsto l’obbligo di indossare la mascherina, mentre tutto il personale è tenuto all’utilizzo corretto di dispositivi di protezione individuali.

Covid 19: precauzioni per la preparazione di cibi da asporto e per i bar

Covid 19: le precauzioni per bar e preparazione di cibi da asporto

Per il settore della ristorazione, che in Italia conta circa 1,2 milioni di lavoratori, sono necessarie specifiche misure di contenimento del contagio da virus SARS-CoV-2. Misure che tengano in considerazione sia le specificità e le modalità di organizzazione del lavoro che le particolari criticità di gestione del rischio da contagio del settore.

Oltre a ISS, all’Inail e alle varie normative regionali e nazionali che si sono susseguite, a fornire indicazioni, informazioni e suggerimenti anticontagio ci hanno pensato anche la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome (“Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative”), la Commissione Europea o organizzazioni internazionali come la World Health Organization (WHO).

Chiaramente, in questa situazione di “sovraccarico informativo” il rischio è di fare anche un po’ di confusione tra le varie misure proposte.

Per cercare di fare un po’ chiarezza sulle misure proposte e riportare anche specifiche indicazioni sulle precauzioni nei bar o nella ristorazione con preparazione di cibi da asporto possiamo tornare a fare riferimento al documento “Indicazioni ad interim sul contenimento del contagio da SARS-CoV-2 e sull’igiene degli alimenti nell’ambito della ristorazione e somministrazione di alimenti. Versione del 27 maggio 2020” (Rapporto ISS COVID-19 n. 32/2020).

Nell’articolo affrontiamo i seguenti argomenti:

  • Il confronto tra le misure proposte dalle organizzazioni
  • La ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto
  • Le norme igieniche e le precauzioni specifiche per i bar
Il confronto tra le misure proposte dalle organizzazioni

Per permettere un confronto tra le misure proposte per il settore della ristorazione, il rapporto – a cura del Gruppo di lavoro ISS Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare COVID-19 – riporta due tabelle:

  • Tabella 1. Confronto tra le indicazioni fornite tra diversi organismi ed enti in merito al distanziamento sociale e altre misure di contenimento del contagio nei locali dedicati alla ristorazione
  • Tabella 2. Confronto tra le misure di distanziamento fisico e di contenimento del contagio adottate in diversi Stati terzi nei locali dedicati alla ristorazione

Ci soffermiamo in particolare sulla prima tabella e, a titolo esemplificativo, riprendiamo alcune indicazioni generali delle varie organizzazioni:

  • WHO (Covid-19 and food safety: guidance for food businesses Interim guidance 7 April 2020): Informazione alla clientale all’entrata e all’uscita del ristorante. Etichetta respiratoria: “coprire la bocca e il naso con il gomito o il tessuto piegato quando si tossisce o starnutisce. Il tessuto usato deve essere eliminato immediatamente in un contenitore con un coperchio”;
  • Commissione Europea (COVID-19: EU Guidance for the progressive resumption of tourism services and for health protocols in hospitality establishments): “l’uso appropriato delle mascherine è importante e deve essere comunicato agli ospiti e al personale”;
  • Conferenza Regioni (Nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Linee di indirizzo per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative): “rilevamento temperatura corporea (facoltativa). Privilegiare la prenotazione. Presenze massime pari ai posti a sedere. Privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni. Consumazione buffet non consentita. Pagamento elettronico. Menù online o a perdere”.

Riguardo poi alla distanza tra le persone sedute a tavola:

  • INAIL-ISS: “le sedute devono essere disposte in maniera da garantire un distanziamento adeguato fra i clienti” (si ricorda che la distanza tra le persone è codificata dalla normativa nazionale in materia COVID-19);
  • WHO: “Più di un metro di distanza tra gli schienali di due sedie sulle quali siedono due avventori posti di spalle. Almeno 1 m di distanza tra le persone” che si trovano di fronte;
  • Commissione Europea: “sono definite 3 distanze: 1 m quando si respira, 1,5 m quando si parla, 2,0 m quando si tossisce”;
  • Conferenza Regioni: “almeno 1 m di separazione”.

Riguardo, infine, all’uso delle mascherine:

  • INAIL-ISS: “Previsto per attività propedeutiche o successive al pasto al tavolo (es. pagamento cassa, utilizzo servizi igienici);
  • Commissione Europea: “L’uso delle mascherine costituisce una misura complementare che non sostituisce le misure preventive di base”;
  • Conferenza Regioni: “Indossare le mascherine tutte le volte che non si è seduti al tavolo”.

Rimandiamo alla lettura integrale del rapporto che riporta utili confronti anche su altri aspetti.

La ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto

Veniamo, come ricordato a inizio articolo, alle norme igieniche e precauzioni specifiche nella ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto (codice Ateco 56.10.20).

Ci soffermiamo in particolare sull’organizzazione per le attività di asporto e per la consegna a domicilio.

Per le attività di asporto:

  • “Definire un’area destinata al ritiro degli alimenti preparati e pronti alla consegna alla clientela. Tali aree devono essere diverse dai locali di preparazione degli alimenti.
  • Garantire la disponibilità di prodotti igienizzanti alla clientela al momento della consegna.
  • Gli alimenti preparati devono essere posti in contenitori idonei per gli alimenti protetti ed essere separati da altre merci.
  • La consegna dei prodotti alimentari ai clienti dovrebbe avvenire rispettando la distanza fisica non inferiore a un metro, eventualmente adottando soluzioni innovative (es. vassoi scorrevoli/girevoli, piano di appoggio dedicato, dal quale il cliente preleverà i prodotti solo quando il ristoratore o un suo dipendente si sarà allontanato). Nell’impossibilità di mantenere tale distanza, sia il gestore che il cliente devono indossare la mascherina.
  • Incoraggiare l’uso di modalità di pagamento che evitino lo scambio di denaro, soprattutto contactless”.

Per le attività di consegna a domicilio:

  • “Definire un’area destinata al ritiro degli alimenti preparati e pronti alla consegna da parte del personale addetto alle consegne. Tali aree devono essere diverse dai locali di preparazione degli alimenti.
  • Garantire la disponibilità di prodotti igienizzanti a tutto personale addetto alle consegne a domicilio.
  • È fortemente auspicabile che tutto il personale addetto alle consegne dei prodotti alimentari mantenga un alto livello di igiene personale, indossando la mascherina sia durante il ritiro che la consegna, igienizzando le mani prima di indossare i guanti, e cambiando i guanti a ogni consegna.
  • Gli alimenti preparati devono essere posti in contenitori idonei per gli alimenti, protetti ed essere separati da altre merci. I contenitori impiegati per il trasporto degli alimenti devono essere puliti e disinfettati dopo ogni uso, per assicurare il mantenimento dei requisiti di sicurezza alimentare.
  • Il ritiro dei prodotti alimentari presso l’esercizio e la consegna ai clienti deve avvenire rispettando la distanza interpersonale non inferiore ad un metro ed evitando di accedere al domicilio del cliente.
  • Nella consegna a domicilio, particolare attenzione deve essere riservata al mantenimento delle corrette condizioni di conservazione (tempo/temperatura) degli alimenti da consegnare.
  • Incoraggiare l’uso di modalità di pagamento che evitino lo scambio di denaro, soprattutto contactless”.

Ricordiamo che il rapporto fornisce anche indicazioni su: organizzazione del locale cucina, attività da svolgere durante le preparazioni alimentari e indicazioni per la clientela.

Le norme igieniche e le precauzioni specifiche per i bar

Prima di presentare nuove indicazioni per un’altra tipologia di pubblico esercizio riprendiamo un utile poster riassuntivo, allegato al rapporto, che raccoglie utili “consigli per quando andiamo al ristorante/bar”:

covid bar asporto

Ci soffermiamo, in conclusione, sulle norme igieniche e precauzioni specifiche nei bar e altri esercizi simili senza cucina (codice Ateco 56.30.00).

Queste le indicazioni per l’organizzazione dei locali che non dispongono dei posti a sedere:

  • “Porre all’ingresso dell’esercizio una segnaletica di divieto di accesso in presenza di sintomi di infezione respiratoria acuta (tosse, raffreddore e febbre con temperatura superiore a 37,5°C) compatibili con COVID-19.
  • Garantire, nei limiti del possibile che eventuali code che possono formarsi all’esterno dell’esercizio in attesa dell’accesso si svolgano nel rispetto del corretto distanziamento individuale.
  • Mettere a disposizione all’ingresso dell’esercizio e nelle vicinanze dei servizi igienici, spray o gel sanificante per le mani.
  • Posizionare idonea segnaletica orizzontale davanti al banco e alla cassa per favorire la distanza di sicurezza (segnaletica sui pavimenti); quando possibile, riportare la segnaletica di distanziamento anche sul bordo del banco di somministrazione.
  • Valutare, laddove la struttura del locale lo consenta, l’istituzione di percorsi predefiniti che permettano il raggiungimento del punto di servizio senza incroci con gli avventori già serviti e che si apprestano all’uscita.
  • Consentire l’ingresso nel locale ad un numero di persone tale da garantire all’interno del punto di somministrazione il corretto distanziamento interpersonale (almeno 1 metro).
  • Laddove possibile prevedere barriere fisiche di protezione tra il cliente e il personale di servizio (es. parafiato per le postazioni di cassa).
  • Verificare che i clienti che accedono all’esercizio mantengano l’uso delle mascherine fino al momento della consumazione.
  • Se nel locale sono presenti aree per il consumo in piedi con tavoli o altri piani di appoggio devono essere garantite la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.
  • Eliminare le modalità di servizio a buffet. Evitare l’utilizzo del servizio di distributori automatici e di espositori self-service di alimenti e bevande; ad esempio, per quanto riguarda le bevande limitare l’accesso agli espositori delle bevande al solo personale addetto.
  • Il personale deve sempre indossare la mascherina di tipo chirurgico
  • Tutto il personale deve adottare misure igieniche stringenti come lavare le mani più spesso e non toccarsi gli occhi, il naso e la bocca.
  • Il personale deve pulire le superfici del bancone del bar o del locale bar e dei piani di appoggio dopo ogni servizio e provvedere alla loro disinfezione con adeguata frequenza.
  • Allo scopo di ridurre il numero degli accessi fisici nell’esercizio, incentivare l’ordinazione/vendita a distanza o online, sia con modalità di consegna a domicilio che con ritiro in fascia oraria concordata presso il pubblico esercizio (specialmente per quanto riguarda l’orario dei pasti).
  • Incoraggiare l’uso di modalità di pagamento che evitino lo scambio di denaro, soprattutto contactless”.

Queste, infine, le indicazioni a cui dovrebbe attenersi la clientela:

  • “Evitare il contatto ravvicinato (inferiore al metro) con gli altri clienti e il personale.
  • Rispettare le indicazioni dei gestori sulle distanze da mantenere e le regole igieniche da osservare.
  • Sostare nel locale solo il tempo strettamente alla consumazione.
  • Togliere la mascherina solo per la consumazione, mantenendola distanza di sicurezza (di almeno un metro) dal personale e dagli altri clienti.
  • Indossare la mascherina quando ci si sposta all’interno del locale (es. per raggiungere i servizi igienici) e per pagare alla cassa.
  • Evitare l’uso promiscuo di bicchieri e bottiglie.
  • Un referente per l’impresa dovrà verificare il rispetto da parte dei clienti delle norme di cui sopra”.

Fonte: puntosicuro.it

Covid 19, climatizzatori e ventilatori: indicazioni sull’utilizzo

Covid 19: climatizzatori e ventilatori

Un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) – a cura del Gruppo di Lavoro Ambiente-Rifiuti COVID-19 – descrive i sistemi di ventilazione e di climatizzazione che possono favorire la movimentazione dell’aria in ambienti indoor (strutture comunitarie non sanitarie e ambienti domestici) e fornisce raccomandazioni operative di gestione degli impianti.

Si tratta del “Rapporto ISS COVID-19 n. 33/2020“, su cui la redazione di puntosicuro.it si è già soffermata pubblicando l’articolo dal titolo: “Indicazioni sugli impianti di ventilazione/climatizzazione in strutture comunitarie non sanitarie e in ambienti domestici in relazione alla diffusione del virus SARS-CoV-2. ”.

Il rischio di contagio associato all’aerosol è ridotto, tuttavia “gli impianti di climatizzazione e di ventilazione possono mitigare o acuire il rischio di contagio aerogeno. Infatti, la movimentazione dell’aria in ambiente può incrementare la gittata delle gocce o determinare lo spostamento dell’aerosol verso una diversa porzione dell’ambiente, investendo altri occupanti e favorendone il contagio”.

Rischi e indicazioni per la diffusione in una medesima zona

Il Rapporto che ricorda come la gestione dell’ impianto di climatizzazione e di ventilazione “deve essere adeguata alle caratteristiche dell’impianto e alla modalità d’uso degli ambienti”, si sofferma in particolare sulla diffusione dell’aria e dell’eventuale bioaerosol all’interno di una medesima zona.

Si segnala che gli impianti di ventilazione e i terminali di climatizzazione con immissione d’aria per ventilazione forzata (es. ventilconvettori, split, bocchette, anemostati, ecc.) “determinano la formazione di getti d’aria in ambiente che possono interagire con le emissioni dovute alla respirazione. L’entità dell’interazione dipende dalla dimensione delle gocce e dalla velocità dell’aria”, come illustrato nella figura 4 che riprendiamo dal documento:

Si indica che:

  • “velocità superiori a 0,25 m/s determinano interazione con il getto”.
  • “velocità superiori a 2 m/s determinano il trascinamento di gocce che non formano aerosol, aumentando in modo significativo il rischio di sospensione di carica virale”.
  • “per velocità superiori a 0,25 m/s si ha un incremento della gittata delle gocce con conseguente riduzione dell’efficacia del distanziamento interpersonale”.

Si indica poi che alcuni terminali di climatizzazione, esistenti sia come terminali ad espansione diretta (split) che come ventilconvettori (fan-coil), “generano abitualmente getti d’aria di intensità rilevante all’interno dell’ambiente”.

Ricordiamo che i ventilconvettori o unità terminali idroniche del tipo fan coil “sono dei terminali per il controllo della temperatura ambiente, ad uso locale, costituiti da un filtro grossolano per l’aria, uno scambiatore di calore alettato per il riscaldamento o il raffreddamento dell’aria, un ventilatore e una vaschetta di raccolta per lo scarico della condensa eventualmente prodotta in fase di raffreddamento. I componenti sono racchiusi in un mobiletto dotato di griglie per l’ingresso e l’uscita dell’aria. I ventilconvettori sono situati all’interno o in prossimità dello spazio da condizionare con immissione diretta dell’aria nella zona o attraverso canalizzazione di modesta estensione. Trattano esclusivamente l’aria presente nei singoli locali dell’edificio”.

Il documento riporta alcune “esemplificazioni per diverse disposizioni dei getti e del relativo rischio di trascinamento di goccioline all’interno della zona occupata dalle persone”.

Si sottolinea poi che “la rilevanza dell’interazione con i getti d’aria all’interno di un singolo ambiente dipende dal modo in cui sono utilizzati gli ambienti”.

Riprendiamo dal documento alcuni esempi in ambito lavorativo:

  • Ambiente occupato da un singolo utente, in via esclusiva: in questo caso non ci sono rischi associati e nessuna necessita di particolare interazione con l’impianto di climatizzazione
  • Ambiente occupato da diversi utenti, seppure non contemporaneamente (es. sala copie, sala ristoro con accesso di un solo utente per volta, turnazioni in aree ufficio): si ha un rischio di diffusione per presenza differita e il trascinamento aerodinamico “può prolungare il periodo di sospensione delle gocce”
  • Ambiente occupato da più utenti o da un singolo utente in via prevalente, con sporadici accessi di altri utenti (es. una segreteria): si ha il rischio di “diffusione per presenza contemporanea”. E “l’incremento della gittata delle goccioline e la dispersione dell’aerosol possono favorire la diffusione tra le diverse parti dell’ambiente”.

Si ricorda poi che l’intervento del personale che si cura della pulizia dei locali o di altri operatori “rappresenta una condizione in cui l’ambiente risulta occupato da diversi utenti, salvo che ciò sia differito per un tempo sufficiente alla diluizione/inattivazione dell’eventuale bioaerosol diffuso e, comunque, anche sedimentato sulle superfici”.

In ogni caso – continua il Rapporto – “il ricambio dell’aria in ambiente mediante immissione di aria esterna determina una riduzione della carica patogena eventualmente presente e quindi riduce il rischio di esposizione” al nuovo coronavirus.

Rischi e indicazioni per la diffusione tra zone distinte

Il documento si sofferma poi sulla diffusione tra zone distinte.

Si segnala che la ventilazione “può determinare il movimento di masse d’aria da un ambiente ad un altro adiacente, con trasporto dell’eventuale bioaerosol sospeso. Infatti, la portata d’aria in uscita da un ambiente è pari a quella immessa. Oltre che dagli impianti di ventilazione meccanica controllata di ogni genere, si avranno infiltrazioni in ingresso ed in uscita attraverso l’involucro edilizio, sia con l’esterno che con gli ambienti adiacenti”.

Si indica poi che la movimentazione dell’aria dipende “dalla differenza tra le pressioni ai due lati di ogni partizione che, in generale, dipende anche dalle specifiche condizioni climatiche (direzione ed intensità del vento, differenza di temperatura ed effetto camino degli edifici) oltre che dagli impianti aeraulici attivi”.

Si possono individuare alcune differenti condizioni di esercizio. E riprendiamo, in conclusione, alcune indicazioni sulla tipologia di impianto di ventilazione e sulla diffusione tra zone adiacenti.

Il rapporto segnala, infine, che “le sezioni di recupero di calore a scambio diretto o rotativo possono determinare un ricircolo di trafilamento, anche se in generale di entità esigua”.

Fonte: puntosicuro.it

Socialità e gioco durante l’emergenza Covid-19

Socialità e gioco durante l’emergenza Covid-19

Tra le domande che ci si pone durante l’emergenza COVID-19 molte riguardano l’impatto che la pandemia può avere sui bambini e sugli adolescenti, sia per il blocco delle attività educative e scolastiche in presenza, sia per le limitazioni dei momenti di socialità e gioco, fuori del contesto domestico e familiare, con altri coetanei.

Cosa cambia nella fase 2 sia per bambini e adolescenti sia per i lavoratori che si occupano delle attività rivolte all’infanzia e alle famiglie?

Per rispondere ci soffermiamo su alcune indicazioni normative, linee di indirizzo e linee guida, anche regionali, sulle riaperture dei servizi per l’infanzia e per l’adolescenza, delle aree gioco per bambini o dei tanti parchi divertimenti presenti sul nostro territorio.

L’articolo si sofferma su:

Linee guida per la sicurezza nelle opportunità organizzate di socialità e gioco

Linee guida regionali: indicazioni per i servizi per l’infanzia e l’adolescenza

Linee guida regionali: indicazioni per le aree giochi per bambini

Linee guida regionali: indicazioni per i parchi tematici e di divertimento

 

Linee guida per la sicurezza nelle opportunità organizzate di socialità e gioco

Ci soffermiamo innanzitutto sulla normativa nazionale e sugli allegati al DPCM del 17 maggio 2020 recante “Disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

Se il decreto – che e vi invitiamo a leggere integralmente – fornisce il cronoprogramma delle riaperture, ad esempio per quanto riguarda l’accesso ai parchi, luoghi destinati allo  svolgimento  di  attività ludiche, ricreative ed educative, l’Allegato 8 presenta le “Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini ed adolescenti nella fase 2 dell’emergenza covid-19” stilate dal Dipartimento politiche per la famiglia tenendo contro degli orientamenti della Società italiana di pediatria, del Comitato tecnico-scientifico e della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Linee guida che riconoscono come i vari provvedimenti restrittivi, benchè necessari per garantire condizioni di sicurezza e di salute per la popolazione, possano aver inciso “su quelle condizioni di ordinario benessere dei bambini e degli adolescenti che si legano strettamente a diritti fondamentali come quelli all’incontro sociale fra pari, al gioco ed all’educazione”.

E, partendo da questi presupposti, le linee guida trattano “tre distinte tipologie di interesse, che troveranno realizzazione progressiva e nella fase temporale che ci separa dalla riapertura dei servizi educativi e delle scuole nel prossimo anno scolastico 2020-2021”:

  • “a decorrere dal mese di maggio 2020, alla riapertura regolamentata di parchi e giardini pubblici per la loro possibile frequentazione da parte di bambini anche di età inferiore ai 3 anni ed adolescenti con genitori o adulti familiari, anche non parenti;
  • a decorrere dal 18 maggio 2020 e per il periodo estivo, alla realizzazione di attività organizzate per bambini di età superiore ai 3 anni ed adolescenti, con la presenza di operatori addetti alla loro conduzione, nel contesto di parchi e giardini, anche attraverso sperimentazioni innovative nell’orizzonte dell’outdoor education;
  • a decorrere dal mese di giugno 2020 e per il periodo estivo, alla realizzazione di progetti di attività ludico-ricreative – i centri estivi – per bambini di età superiore ai 3 anni ed adolescenti, con la presenza di operatori addetti alla loro conduzione, utilizzando le potenzialità di accoglienza di spazi per l’infanzia e delle scuole o altri ambienti similari”.
Linee guida regionali: indicazioni per i servizi per l’infanzia e l’adolescenza

Veniamo ora alle informazioni sulle misure precauzionali generali per alcune attività connesse all’infanzia (con possibili differenze regionali e laddove consentite dalle normative nazionali) attraverso il documento di indirizzo realizzato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella versione aggiornata del 22 maggio 2020, dal titolo “Nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche e Produttive”.

Riguardo ai servizi per l’infanzia e l’adolescenza tali indicazioni “si applicano a tutte le opportunità organizzate di socialità e gioco, a carattere diurno, per bambini ed adolescenti:

  • “Predisporre per genitori, bambini e personale una adeguata informazione su tutte le misure di prevenzione da adottare. Prevedere segnaletica, con pittogrammi e affini, idonea ai minori.
  • Sottoscrivere un accordo tra l’ente gestore, il personale e i genitori coinvolti per il rispetto delle regole di gestione dei servizi finalizzate al contrasto della diffusione del virus.
  • Dovrà essere garantita una zona di accoglienza oltre la quale non sarà consentito l’accesso a genitori e accompagnatori.
  • L’accesso alla struttura dovrà prevedere un’organizzazione anche su turni che eviti assembramenti di genitori e accompagnatori all’esterno della struttura stessa.
  • Prevedere la rilevazione quotidiana della temperatura corporea per tutti gli operatori, bambini, genitori/accompagnatori. In caso di T >37.2 °C il soggetto dovrà essere allontanato. In caso di febbre del genitore/accompagnatore il minore non potrà accedere al servizio. Gli accompagnatori non dovranno essere persone con più di 60 anni.
  • Invitare il personale e i genitori all’auto-monitoraggio delle condizioni di salute proprie e del proprio nucleo familiare, ed informarli circa i comportamenti da adottare in caso di comparsa di sintomi sospetti per COVID-19.
  • Prevedere un rapporto tra personale e minori di 1:5 per bambini da 0 a 5 anni, di 1:7 per bambini da 6 a 11 anni e di 1:10 per ragazzi da 12 a 17 anni.
  • La composizione dei gruppi di bambini deve essere il più possibile stabile nel tempo e dovranno essere evitate attività di intersezione tra gruppi diversi, mantenendo, inoltre, lo stesso personale a contatto con lo stesso gruppo di minori.
  • Privilegiare attività che possano ridurre contatti prolungati, in particolare in ambienti chiusi, a maggior rischio di eventuale contagio. Favorire sempre, ove possibile, l’attività all’aperto.
  • Per bambini e ragazzi devono essere promosse le misure igienico-comportamentali con modalità anche ludiche, compatibilmente con l’età e con il loro grado di autonomia e consapevolezza.
  • La mascherina di protezione delle vie aeree deve essere utilizzata da tutto il personale e dai bambini e ragazzi sopra i 6 anni di età. Privilegiare mascherine colorate e/o con stampe.
  • Mettere a disposizione idonei dispenser di soluzione idroalcolica per la frequente igiene delle mani in tutti gli ambienti, in particolare nei punti di ingresso e di uscita.
  • I giochi dovranno essere ad utilizzo esclusivo di un singolo gruppo, salvo disinfezione prima dello scambio.
  • Garantire una approfondita pulizia giornaliera degli ambienti con detergente neutro e disinfezione con particolare attenzione ai servizi igienici e le superfici toccate più frequentemente.
  • Per tutti gli spazi al chiuso, favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni. Per gli impianti di condizionamento, è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria; se ciò non fosse tecnicamente possibile, vanno rafforzate ulteriormente le misure per il ricambio d’aria naturale e in ogni caso va garantita la pulizia, ad impianto fermo, dei filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati, secondo le indicazioni tecniche di cui al documento dell’Istituto Superiore di Sanità”.
Linee guida regionali: indicazioni per le aree giochi per bambini

Si è parlato molto, nelle Linee Guida presenti nell’allegato 8 del DPCM del 17 maggio 2020, delle opportunità organizzate di socialità e gioco.

Vediamo ora cosa indicano le linee guida della Conferenza delle Regioni in merito alle zone attrezzate con giochi per bambini, presenti all’interno di aree pubbliche e private, comprese quelle all’interno di strutture ricettive e commerciali:

  • “Predisporre per genitori, bambini, accompagnatori ed eventuale personale una adeguata informazione su tutte le misure di prevenzione da adottare. Prevedere segnaletica, con pittogrammi e affini, idonea ai minori, comprensibile anche ad utenti stranieri, in particolar modo per aree a vocazione turistica.
  • Invitare il personale e i genitori all’auto-monitoraggio delle condizioni di salute proprie e del proprio nucleo familiare, ed informarli circa i comportamenti da adottare in caso di comparsa di sintomi sospetti per COVID-19.
  • Per bambini e ragazzi devono essere promosse le misure igienico-comportamentali con modalità anche ludiche, compatibilmente con l’età e con il loro grado di autonomia e consapevolezza.
  • Riorganizzare gli spazi per di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti, ad eccezione dei componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi o per le persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale.
  • La mascherina di protezione delle vie aeree deve essere utilizzata da genitori, accompagnatori ed eventuale personale, e dai bambini e ragazzi sopra i 6 anni di età. Privilegiare mascherine colorate e/o con stampe.
  • Mettere a disposizione idonei dispenser di soluzione idroalcolica per la frequente igiene delle mani in tutti gli ambienti, in particolare nei punti di ingresso e di uscita.
  • Garantire una approfondita pulizia giornaliera degli ambienti con detergente neutro. Le superfici toccate più frequentemente andranno inoltre disinfettate regolarmente almeno una volta al giorno.
  • Nel caso di aree al coperto, favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni. Per gli impianti di condizionamento, è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria; se ciò non fosse tecnicamente possibile, vanno rafforzate ulteriormente le misure per il ricambio d’aria naturale e in ogni caso va garantita la pulizia, ad impianto fermo, dei filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati, secondo le indicazioni tecniche di cui al documento dell’Istituto Superiore di Sanità”.
Linee guida regionali: indicazioni per i parchi tematici e di divertimento

Riportiamo, in conclusione, le indicazioni che riguardano i tanti parchi tematici e di divertimento presenti sul territorio; indicazioni che riguardano misure di precauzione necessarie non solo per le famiglie, ma anche per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori di questi parchi.

Le indicazioni si applicano a parchi divertimenti permanenti (giostre) e spettacoli viaggianti (luna park), parchi tematiciparchi acquaticiparchi avventuraparchi zoologici (faunistici, acquatici ecc.) e ad altri eventuali contesti di intrattenimento in cui sia previsto un ruolo interattivo dell’utente con attrezzature e spazi:

  • Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione, comprensibile, se opportuno, anche per i clienti di altra nazionalità, sia mediante l’ausilio di apposita segnaletica e cartellonistica, sia ricorrendo a sistemi audio, video ed al personale addetto, incaricato di monitorare e promuovere il rispetto delle misure di prevenzione facendo anche riferimento al senso di responsabilità del visitatore stesso.
  • Garantire, se possibile, un sistema di prenotazione, pagamento tickets e compilazione di modulistica preferibilmente on line al fine di evitare prevedibili assembramenti, e nel rispetto della privacy mantenere se possibile un registro delle presenze per una durata di 14 giorni. Potranno essere valutate l’apertura anticipata della biglietteria ed una diminuzione della capienza massima per garantire un minore affollamento in funzione dell’obbligo di assicurare il distanziamento interpersonale. La postazione dedicata alla cassa, laddove non già dotata di barriere fisiche (es. schermi), dovrà essere eventualmente adeguata. Prevedere percorsi obbligati di accesso e uscita dalle aree/attrazioni e, ove possibile, modificare i tornelli o sbarre di ingresso ed uscita per permetterne l’apertura senza l’uso delle mani.
  • Potrà essere rilevata la temperatura corporea, soprattutto nei parchi dove è previsto l’afflusso contemporaneo di molte persone, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C.
  • È necessario rendere disponibili prodotti per l’ igiene delle mani per gli utenti e per il personale in più punti delle aree, prevedendo l’obbligo di utilizzo da parte degli utenti prima dell’accesso ed all’uscita di ogni area, attrazione, biglietteria, servizi igienici, ecc. Per i parchi acquatici si ribadiscono le disposizioni già rese obbligatorie dalle norme igienico-sanitarie delle piscine.
  • Riorganizzare gli spazi per garantire l’accesso in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone (anche nelle code di accesso alle singole aree/attrazioni) e di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti, ad eccezione dei componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi o per le persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale. Detto aspetto afferisce alla responsabilità individuale. Potrà essere valutata la fornitura di braccialetti con colori/numerazioni distinti in base al nucleo familiare, o altre misure di pari efficacia. Qualora venga praticata attività fisica (es. nei parchi avventura) la distanza interpersonale durante l’attività dovrà essere di almeno 2 metri.
  • Garantire l’occupazione di eventuali posti a sedere delle attrazioni in modo da favorire il distanziamento minimo di almeno 1 metro, salvo nuclei familiari. Con particolare riferimento alle attrezzature dei parchi acquatici, utilizzare gommoni/mezzi galleggianti singoli ove possibile; per i gommoni multipli consentirne l’utilizzo a nuclei familiari o conviventi.
  • In considerazione del contesto, tutti i visitatori devono indossare la mascherina a protezione delle vie aeree (per i bambini valgono le norme generali); tale obbligo si applica anche agli operatori addetti alle attività a contatto con il pubblico (in base al tipo di mansione svolta, sarà cura del datore di lavoro dotare i lavoratori di specifici dispositivi di protezione individuale). Le indicazioni per i visitatori di cui al presente punto non si applicano ai parchi acquatici. Si ricorda che i guanti non sostituiscono la corretta igiene delle mani e devono essere ricambiati ogni volta che si sporcano ed eliminati correttamente nei rifiuti indifferenziati. Non devono essere riutilizzati.
  • Garantire la regolare e frequente pulizia e disinfezione delle aree comuni, spogliatoi, cabine, docce, servizi igienici, e attrazioni etc., comunque associata a disinfezione dopo la chiusura al pubblico.
  • Le attrezzature (es. lettini, sedie a sdraio, gonfiabili, mute, audioguide etc.), gli armadietti, ecc. vanno disinfettati ad ogni cambio di persona o nucleo familiare, e comunque ad ogni fine giornata.
  • Con particolare riferimento ai parchi avventura si applicano le linee guida generali secondo le disposizioni di legge in materia di impianti sportivi. Prima di indossare i dispositivi di sicurezza (cinghie, caschi, ecc.) il cliente deve disinfettare accuratamente le mani. Le imbragature di sicurezza vanno indossate evitando contatto con la cute scoperta, quindi il cliente deve avere un abbigliamento idoneo. Particolare attenzione andrà dedicata alla pulizia e disinfezione dei caschetti di protezione a noleggio: dopo ogni utilizzo il caschetto, prima di essere reso disponibile per un nuovo noleggio, deve essere oggetto di detersione (con sapone neutro e risciacquo) e successiva disinfezione con disinfettante PT1 adatto al contatto con la cute (sono indicati prodotti a base di ipoclorito di sodio 0,05% o alcool etilico 70%). Il disinfettante deve essere lasciato agire per un periodo di almeno 10 minuti.
  • Per i servizi di ristorazione, di vendita di oggetti (es. merchandising/souvenir, bookshop), per eventuali spettacoli nonché per le piscine, aree solarium attenersi alle specifiche schede tematiche.

Fonte: puntosicuro.it

Riapri Calabria: avviso della Regione rivolto alle microimprese

Riapri Calabria: avviso della Regione rivolto alle micro micro imprese imprese

A seguito della crisi socio-economica connessa all’emergenza Covid-19, la Regione Calabria ha pubblicato l’AvvisoRiapri Calabria“, che prevede la concessione di un contributo a fondo perduto per sostenere le micro imprese del territorio calabrese, grazie ad un fondo complessivo di 40.000.000 di euro.

Beneficiari

Le imprese che operano in Calabria, nei settori indicati dall’Avviso (Allegato 2) e con un fatturato compreso tra 5 mila e 150 mila euro nel corso dell’anno solare 2019, che hanno sospeso l’attività a causa dell’emergenza, potranno richiedere un incentivo pari a 2 mila euro.

Domanda

La richiesta dovrà essere presentata esclusivamente mediante la piattaforma informatica, disponibile sul portale Calabria Europa seguendo le modalità tecniche, le procedure e le tempistiche di seguito indicate:

Fase 1. Il 29 maggio 2020, a partire dalle ore 10,00 e fino alle ore 9,00 del 3 giugno 2020, si potrà procedere alla registrazione della propria utenza sul portale e alla compilazione di tutte le informazioni richieste per la partecipazione al bando.

Fase 2. Il 3 giugno 2020, a partire dalle ore 10,00 e fino alle ore 18,00 dello stesso giorno sarà possibile inviare le domande precedentemente predisposte ottenendo una ricevuta di ricezione che conterrà l’ordine cronologico di arrivo.

Fase 3. Dal 4 giugno 2020, a partire dalle ore 10,00 e fino alle ore 12,00 del 8 giugno 2020 per le domande correttamente inoltrate, dovranno essere caricati sulla piattaforma informatica i documenti previsti.

Le domande devono essere compilate e inviate secondo il modulo di domanda (Allegato 1) unitamente alla documentazione di cui al par. 4.4 dell’Avviso. Il modulo di domanda, debitamente compilato, deve essere firmato dal legale rappresentante del soggetto richiedente il contributo. Le istanze di contributo sono rese nella forma dell’autocertificazione (ai sensi del D.P.R. n. 445/2000 e con le responsabilità previste dagli artt. 75 e 76 dello stesso Decreto).

Valutazione – Erogazione del contributo

Gli aiuti saranno concessi alle imprese richiedenti in base all’ordine cronologico di ricevimento delle domande e fino ad esaurimento delle risorse disponibili. La valutazione delle domande di contributo, anche se pervenute prima della chiusura dello sportello operativo, ma non accoglibili per l’esaurimento dei fondi disponibili, sarà effettuata successivamente e solo nel caso in cui dovessero rendersi disponibili risorse finanziarie a seguito di rinunce, di decadenze e/o di provvedimenti di disimpegno o riprogrammazione.

Tutte le attività tecnico-amministrative (ricezione ed esame delle domande, concessione e revoca dei contributi) nonché quelle finanziarie di erogazione ai beneficiari ed i controlli connessi e conseguenti, sono espletate dal competente Settore del Dipartimento Sviluppo Economico, Attività Produttive, per il tramite di Fincalabra S.p.A., Società in house della Regione Calabria.

Per accedere alla pagina dedicata all’avviso e per consultare la documentazione completa e scaricare gli allegati clicca qui –> Leggi l’Avviso “Riapri Calabria”

FAQ Aziende e Coronavirus: cosa fare durante l’emergenza COVID19

FAQ: AZIENDE E CORONAVIRUS – ULTIMO AGGIORNAMENTO 11 LUGLIO

Di seguito puoi trovare le indicazioni generali e le FAQ utili alle aziende per orientarsi tra le ordinanze governative. Clicca sull’argomento che ti interessa per visualizzare i contenuti in costante aggiornamento.

LE LINEE GUIDA
MISURE IGIENICO-SANITARIE GENERALI
Con il DPCM del 26 aprile 2020 sono state ribadite le misure igienico sanitarie per evitare il contagio da COVID 19. Sono raccomandate a tutta la popolazione e a tutti i lavoratori. Ecco le 10 misure:
  1. Lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani.
  2. Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute.
  3. Evitare abbracci e strette di mano.
  4. Mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro.
  5. Praticare l'igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie).
  6. Evitare l'uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l'attività sportiva.
  7. Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani.
  8. Coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce.
  9. Non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico.
  10. Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.
  11. E' fortemente raccomandato in tutti i contatti sociali utilizzare protezioni delle vie respiratorie come misura aggiuntiva alle altre misure di protezione individuale igienico-sanitarie.
MISURE DI PREVENZIONE PER LE AZIENDE
VISUALIZZA E SCARICA I PROTOCOLLI:
  1. PROTOCOLLO AMBIENTI DI LAVORO
  2. PROTOCOLLO CANTIERI
  3. PROTOCOLLO SETTORE TRASPORTI E LOGISTICA
Le regole valgono anche per tutte le aziende con sede in Calabria.
  1. Assicurare il mantenimento del distanziamento sociale sia dei lavoratori che dei clienti.
  2. Garantire pulizia e igiene ambientale almeno due volte al giorno e in funzione dell’orario di apertura.
  3. Garantire il ricambio d’aria dei locali.
  4. Mettere a disposizione disinfettanti, soprattutto accanto a tastiere, schermi touch, casse e sistemi di pagamento vari.
  5. Prevedere accessi scaglionati attraverso un ampliamento delle fasce orarie, e regolamentati in base all’ampiezza dei locali. In particolare:
  • LOCALI FINO A 40 METRI: è consentita l’entrata di una sola persona alla volta e massimo due operatori;
  • LOCALI SUPERIORI A 40 METRI: stabilire percorsi diversi di entrata e uscita e permettere l’accesso in base agli spazi disponibili.
  • Fornire informazioni in merito al distanziamento sociale ai clienti in attesa.
E' obbligatorio:
  1. l’uso di mascherine nei luoghi chiusi e in tutte le fasi lavorative se non è possibile garantire il distanziamento sociale;
  2. l’utilizzo di guanti usa e getta nelle attività di acquisto, soprattutto di alimenti e bevande.
DPI: OBBLIGO DI MASCHERINE E GUANTI
LE MASCHERINE La Regione Calabria ha emanato un’ordinanza che stabilisce l’obbligo di indossare le mascherine in tutto il territorio regionale, per tutti coloro che si spostano per le attività consentite e autocertificate. Alternativamente alla mascherina, sarà necessario indossare un indumento a copertura di naso e bocca, per la prevenzione dal contagio di COVID -19. In particolare la protezione va indossata presso:
  1. le attività commerciali consentite e aperte al pubblico;
  2. gli uffici pubblici e privati, ove non sia stata adottata per esigenze di pubblica utilità la modalità del lavoro agile;
  3. gli isolamenti e le quarantene domiciliari stabiliti dalle Autorità Sanitarie.
I GUANTI Servono a prevenire le infezioni ma:
  1. Non sostituiscono la corretta igiene delle mani che deve avvenire attraverso un lavaggio accurato e per almeno 60 secondi.
  2. Devono essere ricambiati ogni volta che si sporcano ed eliminati correttamente nei rifiuti indifferenziati.
  3. Come con le mani, bisogna evitare contatto con bocca naso e occhi.
  4. Devono essere eliminati al termine dell’uso, per esempio quando si esce dal supermercato.
  5. Non devono essere riutilizzati.
QUANDO SONO NECESSARI:
  1. In alcuni contesti lavorativi, come per esempio personale addetto alla pulizia, alla ristorazione o al commercio di alimenti.
  2. Sono indispensabili nel caso di assistenza ospedaliera o assistenza domiciliare a malati.
  3. Negli esercizi commerciali, durante ogni attività di acquisto.
SANIFICAZIONE DEGLI AMBIENTI DI LAVORO
La sanificazione riguarda tutte le superfici toccate di frequente, quali:
  • Superfici di muri, porte e finestre
  • Superfici dei servizi igienici e sanitari
  • POS
  • Carrelli della spesa
  • Cassa
  • Tastiere
  • Banconi
  • Frigoriferi
  • Qualsiasi altra superficie a contatto con lavoratori e clienti.
SCARICA LA PROCEDURA DI SANIFICAZIONE AMBIENTI DI LAVORO DEL MINISTERO DELLA SALUTE (Circolare N.5443 DEL 22.02.2020
POSTER E INFOGRAFICHE DA ESPORRE
INAIL: VIDEO E DOCUMENTI UTILI

FAQ AZIENDALI – LE RISPOSTE IN COSTANTE AGGIORNAMENTO

1. UN CASO DI COVID-19 IN UN LAVORATORE: COSA SUCCEDE?

Ad ogni segnalazione di caso accertato, il Dipartimento di Prevenzione Sanitaria dell’ASP di riferimento procede all’indagine epidemiologica, in base ai regolamenti internazionali di controllo delle malattie infettive, al fine di:

  • individuare la possibile fonte di esposizione
  • identificare i contatti stretti

Qualora il caso accertato risulti occupato presso una azienda del territorio dell’ASP di riferimento, il personale sanitario ASP contatta l’azienda in cui il lavoratore risulta occupato, richiede il nominativo del medico competente per avere la corretta collaborazione nell’identificare i contatti lavorativi da includere nella sorveglianza. In assenza del medico competente (casi in cui la sorveglianza sanitaria non è obbligatoria), si chiede la collaborazione del datore di lavoro o di personale da lui individuato. I lavoratori che sono riconducibili alla definizione di contatto stretto* sono inclusi in uno specifico percorso di sorveglianza sanitaria da parte dell’ASP che comprende l’isolamento domiciliare (14 giorni dall’ultimo contatto avvenuto).

L’ASP fornisce al medico competente le notizie utili per garantire una corretta informazione da diffondere ai lavoratori non identificati come contatti stretti.

  • Potrebbero ritenersi necessari interventi di informazione/formazione. Si ritiene utile informare i lavoratori che non rientrano nella definizione di contatto stretto, sulle misure di prevenzione da adottare, diffondendo il decalogo ministeriale.
  • Sorveglianza Sanitaria del medico competente:
  1. Per l’emergenza Covid-19 non è richiesta una sorveglianza sanitaria aggiuntiva per i lavoratori che non rientrano nella definizione di contatto stretto, in quanto il paziente ammalato è seguito presso strutture sanitarie, mentre i contatti stretti sono sorvegliati dall’ASP. È comunque essenziale la collaborazione del medico competente per definire eventuali misure di prevenzione aggiuntive e specifiche procedure da adottare in azienda in base alla tipologia di attività svolta.
  2. Per le visite periodiche ed esami strumentali: per quanto possibile, anche in caso di superamento della scadenza periodica prevista dal piano di sorveglianza sanitaria, le visite sono rimandate sino ad emergenza terminata.
  3. Le visite preassuntive/prevenitive possono essere effettuate evitando l’affollamento dell’ambulatorio attraverso prenotazioni dilazionate.
  • Pulizia straordinaria degli ambienti di lavoro. Qualora un caso di covid-19 sintomatico abbia soggiornato nei locali dell’azienda, si applicano le indicazioni Ministeriali contenute nella Circolare del Ministero della Salute 0005443 del 22.02.2020.
  • Per i locali non frequentati dal lavoratore infetto, è sufficiente procedere alle pulizie ordinarie degli ambienti con i comuni detergenti avendo cura di pulire con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente, quali superfici di muri, porte e finestre, superfici dei servizi igienici.
  • È importante avvertire le eventuali imprese appaltatrici incaricate di svolgere la pulizia dei locali, affinché il datore di lavoro di queste ultime adotti tutte le cautele necessarie** in attuazione di quanto previsto dall’art. 26 D. Lgs. 81/2008.

* Definizioni di contatto stretto:

  1. Essere stato a stretto contatto (faccia a faccia) o nello stesso ambiente chiuso con un caso sospetto o confermato di COVID-19.
  2. Vivere nella stessa casa di un caso sospetto o confermato di COVID-19.
  3. Operatore sanitario o altra persona impiegata nell’assistenza di un caso sospetto o confermato di COVID-19, o personale di laboratorio addetto al trattamento di campioni di SARS-CoV-2.

** Operazioni di pulizia con prodotti chimici: assicurare la ventilazione degli ambienti. Tutte le operazioni di pulizia devono essere condotte da personale che indossa DPI (filtrante respiratorio FFP2 o FFP3, protezione facciale, guanti monouso, camice monouso impermeabile a maniche lunghe), e seguire le misure indicate per la rimozione in sicurezza dei DPI (svestizione). Dopo l’uso, i DPI monouso vanno smaltiti come materiale potenzialmente infetto.

2. CASO DI UN LAVORATORE SINTOMATICO CHE HA AVUTO CONTATTI STRETTI CON COVID-19. COSA DEVE FARE IL DATORE DI LAVORO?

Il lavoratore che ha avuto contatti stretti con persone ammalate di SARS-CoV-2, solitamente è già noto all’ASP ed è posto in isolamento domiciliare.

Potrebbe però rilevarsi la presenza di un caso sospetto, come ad esempio:

  • Lavoratore con infezione respiratoria acuta (insorgenza improvvisa di almeno uno dei seguenti sintomi: febbre, tosse, dispnea)
  • Lavoratore che ha frequentato personalmente una struttura sanitaria dove sono stati ricoverati pazienti con infezione da SARS-CoV-2.

In tal caso il Datore di Lavoro invita il lavoratore a stare a casa e a contattare telefonicamente il proprio medico di Medicina Generale che provvederà ad inoltrare la segnalazione ad ASP di riferimento secondo i protocolli normativi stabiliti. In caso il lavoratore dovesse risultare positivo saranno applicate da ASP tutte le procedure già indicate al primo punto delle FAQ.

3. IL LAVORATORE CHE DEVE STARE A CASA IN ISOLAMENTO, DEVE PRENDERE ASPETTATIVA/FERIE O MALATTIA?

Il lavoratore posto in isolamento domiciliare contatterà il proprio medico curante per il rilascio del certificato medico riportante la diagnosi prevista (quarantena obbligatoria o volontaria, isolamento volontario, sorveglianza attiva, etc.). Il medico provvederà ad inviare tale certificato solo all’INPS.

4. CASO DI UN LAVORATORE NON SINTOMATICO CHE HA AVUTO CONTATTI STRETTI CON UN CASO DI COVID-19. COSA DEVE FARE IL DATORE DI LAVORO?

Il lavoratore che ha avuto contatti stretti con persone ammalate di SARS-CoV-2, solitamente è già noto all’ASP ed è posto in isolamento domiciliare. Non sono previste particolari misure di tutela per gli altri soggetti che hanno soggiornato e condiviso spazi comuni con soggetti asintomatici.

5. QUALE TIPO DI MASCHERINE È NECESSARIO FORNIRE AI LAVORATORI?

Come indicato nella circolare 0005443-22/02/2020 e sucecessivi aggiornamenti (circolare-0005889 - circolare 6360), le mascherine FFP2 o FFP3, sono previste per:

  • personale sanitario in contatto con un caso sospetto o confermato di COVID-19 deve indossare DPI adeguati, consistenti in filtranti respiratori FFP2 (utilizzare sempre FFP3 per le procedure che generano aerosol).
  • personale addetto alle operazioni di pulizia di ambienti dove abbiano soggiornato casi confermati di COVID-19 prima di essere stati ospedalizzati.

Al di fuori di questi casi, non è previsto l’utilizzo di tali DPI, a meno che i rischi specifici legati all’attività svolta non lo prevedano già (necessità di protezione da polveri, fumo e aerosol solidi e liquidi tossici e dannosi per la salute).

La mascherina del tipo “chirurgico” può invece essere utilizzata da soggetti che presentano sintomi quali tosse o starnuti per prevenire la diffusione di goccioline di saliva, e in generale da tutti coloro che si spostano per le attività consentite e autocertificate.

6. MENSE AZIENDALI: ESISTONO AD OGGI LIMITI/DIVIETI/PRECAUZIONI DA PORRE IN ESSERE?

Evitare l’affollamento attraverso un’idonea organizzazione dei turni per accedere alla mensa o una diversa ripartizione/assegnazione degli spazi e applicando in modo puntuale le regole d’igiene elencate dal Ministero della Salute (decalogo) garantendo in particolar modo un adeguato distanziamento tra le persone.

7. SPOGLIATOI AZIENDALI: ESISTONO AD OGGI LIMITI/DIVIETI/PRECAUZIONI DA PORRE IN ESSERE?

Vale quanto già indicato per le mense. Evitare l’affollamento e seguire il decalogo del Ministero della Salute.

8. IL DATORE DI LAVORO DEVE NECESSARIAMENTE AGGIORNARE LA VALUTAZIONE DEI RISCHI IN SEGUITO ALLA DIFFUSIONE DEL COVID-19?

Il Datore di Lavoro deve fornire informazioni ai lavoratori, anche mediante redazione di informative (o utilizzando opuscoli a disposizione, come quello redatto dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, che indica i 10 comportamenti da adottare per prevenire la diffusione del virus) e adottare precauzioni utili a prevenire l’affollamento e/o situazioni di potenziale contagio.

Il DVR (Documento di valutazione dei rischi) dovrà essere aggiornato solo per i rischi specifici connessi alla peculiarità dello svolgimento dell’attività lavorativa, ovvero laddove vi sia un pericolo di contagio da COVID-19 aggiuntivo e differente da quello della popolazione in generale. Diversamente risulta fondamentale adottare le precauzioni già note e diffuse dal ministero della Salute, declinandole alla specificità dei luoghi e delle attività lavorative.

9. QUALE È IL RUOLO DEL MEDICO COMPETENTE E COME DEVE ESSERE CONDOTTA LA SORVEGLIANZA SANITARIA IN MERITO ALLA DIFFUSIONE DEL COVID-19?

Oltre a rendersi disponibile per informare i lavoratori sull’emergenza epidemiologica da COVID-19 e sulle precauzioni da adottare, è importante ai fini generali della prevenzione una massima collaborazione tra il Datore di Lavoro ed il Medico Competente, con particolare riguardo ai lavoratori che svolgono o possono svolgere trasferte per motivi di lavoro in territorio Nazionale ed Internazionale, in Paesi o situazioni di volta in volta classificate a rischio dalle autorità competenti.

10. LA COLLABORAZIONE TRA LAVORATORI DI IMPRESE DIFFERENTI (AREA CANTIERE E NON) PUO’ PROSEGUIRE NORMALMENTE, SECONDO LE SOLITE PRESCRIZIONI DEL D.LGS. 81/08 E SEGUENDO LE INDICAZIONI E I SUGGERIMENTI DEL DECALOGO DIFFUSO DAL MINISTERO DELLA SALUTE, O DEVONO ESSERCI MISURE DI PREVENZIONE PARTICOLARI E AGGIUNTIVE/INTEGRATIVE?

Le attività possono proseguire nel rispetto della normativa vigente e delle indicazioni del Ministero della Salute. Non sono previste misure aggiuntive.

11. SE NEI PROSSIMI GIORNI FOSSERO PREVISTE LE VISITE MEDICHE PERIODICHE DEL PERSONALE DIPENDENTE (SIA PRESSO L’AZIENDA CHE PRESSO LO STUDIO MEDICO) È CONSIGLIABILE/POSSIBILE POSTICIPARLE, PREVIO PARERE DEL M.C.?

La sorveglianza sanitaria può continuare rispettando le indicazioni del decalogo del Ministero della salute e di semplici accortezze per evitare situazioni di affollamento in sala d’attesa.

N.B. Potrebbero essere apportate alcune modifiche a quanto contenuto in queste FAQ di conseguenza all’evoluzione della situazione epidemiologica.