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Covid 19: precauzioni per la preparazione di cibi da asporto e per i bar

Covid 19: le precauzioni per bar e preparazione di cibi da asporto

Per il settore della ristorazione, che in Italia conta circa 1,2 milioni di lavoratori, sono necessarie specifiche misure di contenimento del contagio da virus SARS-CoV-2. Misure che tengano in considerazione sia le specificità e le modalità di organizzazione del lavoro che le particolari criticità di gestione del rischio da contagio del settore.

Oltre a ISS, all’Inail e alle varie normative regionali e nazionali che si sono susseguite, a fornire indicazioni, informazioni e suggerimenti anticontagio ci hanno pensato anche la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome (“Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative”), la Commissione Europea o organizzazioni internazionali come la World Health Organization (WHO).

Chiaramente, in questa situazione di “sovraccarico informativo” il rischio è di fare anche un po’ di confusione tra le varie misure proposte.

Per cercare di fare un po’ chiarezza sulle misure proposte e riportare anche specifiche indicazioni sulle precauzioni nei bar o nella ristorazione con preparazione di cibi da asporto possiamo tornare a fare riferimento al documento “Indicazioni ad interim sul contenimento del contagio da SARS-CoV-2 e sull’igiene degli alimenti nell’ambito della ristorazione e somministrazione di alimenti. Versione del 27 maggio 2020” (Rapporto ISS COVID-19 n. 32/2020).

Nell’articolo affrontiamo i seguenti argomenti:

  • Il confronto tra le misure proposte dalle organizzazioni
  • La ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto
  • Le norme igieniche e le precauzioni specifiche per i bar
Il confronto tra le misure proposte dalle organizzazioni

Per permettere un confronto tra le misure proposte per il settore della ristorazione, il rapporto – a cura del Gruppo di lavoro ISS Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare COVID-19 – riporta due tabelle:

  • Tabella 1. Confronto tra le indicazioni fornite tra diversi organismi ed enti in merito al distanziamento sociale e altre misure di contenimento del contagio nei locali dedicati alla ristorazione
  • Tabella 2. Confronto tra le misure di distanziamento fisico e di contenimento del contagio adottate in diversi Stati terzi nei locali dedicati alla ristorazione

Ci soffermiamo in particolare sulla prima tabella e, a titolo esemplificativo, riprendiamo alcune indicazioni generali delle varie organizzazioni:

  • WHO (Covid-19 and food safety: guidance for food businesses Interim guidance 7 April 2020): Informazione alla clientale all’entrata e all’uscita del ristorante. Etichetta respiratoria: “coprire la bocca e il naso con il gomito o il tessuto piegato quando si tossisce o starnutisce. Il tessuto usato deve essere eliminato immediatamente in un contenitore con un coperchio”;
  • Commissione Europea (COVID-19: EU Guidance for the progressive resumption of tourism services and for health protocols in hospitality establishments): “l’uso appropriato delle mascherine è importante e deve essere comunicato agli ospiti e al personale”;
  • Conferenza Regioni (Nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Linee di indirizzo per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative): “rilevamento temperatura corporea (facoltativa). Privilegiare la prenotazione. Presenze massime pari ai posti a sedere. Privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni. Consumazione buffet non consentita. Pagamento elettronico. Menù online o a perdere”.

Riguardo poi alla distanza tra le persone sedute a tavola:

  • INAIL-ISS: “le sedute devono essere disposte in maniera da garantire un distanziamento adeguato fra i clienti” (si ricorda che la distanza tra le persone è codificata dalla normativa nazionale in materia COVID-19);
  • WHO: “Più di un metro di distanza tra gli schienali di due sedie sulle quali siedono due avventori posti di spalle. Almeno 1 m di distanza tra le persone” che si trovano di fronte;
  • Commissione Europea: “sono definite 3 distanze: 1 m quando si respira, 1,5 m quando si parla, 2,0 m quando si tossisce”;
  • Conferenza Regioni: “almeno 1 m di separazione”.

Riguardo, infine, all’uso delle mascherine:

  • INAIL-ISS: “Previsto per attività propedeutiche o successive al pasto al tavolo (es. pagamento cassa, utilizzo servizi igienici);
  • Commissione Europea: “L’uso delle mascherine costituisce una misura complementare che non sostituisce le misure preventive di base”;
  • Conferenza Regioni: “Indossare le mascherine tutte le volte che non si è seduti al tavolo”.

Rimandiamo alla lettura integrale del rapporto che riporta utili confronti anche su altri aspetti.

La ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto

Veniamo, come ricordato a inizio articolo, alle norme igieniche e precauzioni specifiche nella ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto (codice Ateco 56.10.20).

Ci soffermiamo in particolare sull’organizzazione per le attività di asporto e per la consegna a domicilio.

Per le attività di asporto:

  • “Definire un’area destinata al ritiro degli alimenti preparati e pronti alla consegna alla clientela. Tali aree devono essere diverse dai locali di preparazione degli alimenti.
  • Garantire la disponibilità di prodotti igienizzanti alla clientela al momento della consegna.
  • Gli alimenti preparati devono essere posti in contenitori idonei per gli alimenti protetti ed essere separati da altre merci.
  • La consegna dei prodotti alimentari ai clienti dovrebbe avvenire rispettando la distanza fisica non inferiore a un metro, eventualmente adottando soluzioni innovative (es. vassoi scorrevoli/girevoli, piano di appoggio dedicato, dal quale il cliente preleverà i prodotti solo quando il ristoratore o un suo dipendente si sarà allontanato). Nell’impossibilità di mantenere tale distanza, sia il gestore che il cliente devono indossare la mascherina.
  • Incoraggiare l’uso di modalità di pagamento che evitino lo scambio di denaro, soprattutto contactless”.

Per le attività di consegna a domicilio:

  • “Definire un’area destinata al ritiro degli alimenti preparati e pronti alla consegna da parte del personale addetto alle consegne. Tali aree devono essere diverse dai locali di preparazione degli alimenti.
  • Garantire la disponibilità di prodotti igienizzanti a tutto personale addetto alle consegne a domicilio.
  • È fortemente auspicabile che tutto il personale addetto alle consegne dei prodotti alimentari mantenga un alto livello di igiene personale, indossando la mascherina sia durante il ritiro che la consegna, igienizzando le mani prima di indossare i guanti, e cambiando i guanti a ogni consegna.
  • Gli alimenti preparati devono essere posti in contenitori idonei per gli alimenti, protetti ed essere separati da altre merci. I contenitori impiegati per il trasporto degli alimenti devono essere puliti e disinfettati dopo ogni uso, per assicurare il mantenimento dei requisiti di sicurezza alimentare.
  • Il ritiro dei prodotti alimentari presso l’esercizio e la consegna ai clienti deve avvenire rispettando la distanza interpersonale non inferiore ad un metro ed evitando di accedere al domicilio del cliente.
  • Nella consegna a domicilio, particolare attenzione deve essere riservata al mantenimento delle corrette condizioni di conservazione (tempo/temperatura) degli alimenti da consegnare.
  • Incoraggiare l’uso di modalità di pagamento che evitino lo scambio di denaro, soprattutto contactless”.

Ricordiamo che il rapporto fornisce anche indicazioni su: organizzazione del locale cucina, attività da svolgere durante le preparazioni alimentari e indicazioni per la clientela.

Le norme igieniche e le precauzioni specifiche per i bar

Prima di presentare nuove indicazioni per un’altra tipologia di pubblico esercizio riprendiamo un utile poster riassuntivo, allegato al rapporto, che raccoglie utili “consigli per quando andiamo al ristorante/bar”:

covid bar asporto

Ci soffermiamo, in conclusione, sulle norme igieniche e precauzioni specifiche nei bar e altri esercizi simili senza cucina (codice Ateco 56.30.00).

Queste le indicazioni per l’organizzazione dei locali che non dispongono dei posti a sedere:

  • “Porre all’ingresso dell’esercizio una segnaletica di divieto di accesso in presenza di sintomi di infezione respiratoria acuta (tosse, raffreddore e febbre con temperatura superiore a 37,5°C) compatibili con COVID-19.
  • Garantire, nei limiti del possibile che eventuali code che possono formarsi all’esterno dell’esercizio in attesa dell’accesso si svolgano nel rispetto del corretto distanziamento individuale.
  • Mettere a disposizione all’ingresso dell’esercizio e nelle vicinanze dei servizi igienici, spray o gel sanificante per le mani.
  • Posizionare idonea segnaletica orizzontale davanti al banco e alla cassa per favorire la distanza di sicurezza (segnaletica sui pavimenti); quando possibile, riportare la segnaletica di distanziamento anche sul bordo del banco di somministrazione.
  • Valutare, laddove la struttura del locale lo consenta, l’istituzione di percorsi predefiniti che permettano il raggiungimento del punto di servizio senza incroci con gli avventori già serviti e che si apprestano all’uscita.
  • Consentire l’ingresso nel locale ad un numero di persone tale da garantire all’interno del punto di somministrazione il corretto distanziamento interpersonale (almeno 1 metro).
  • Laddove possibile prevedere barriere fisiche di protezione tra il cliente e il personale di servizio (es. parafiato per le postazioni di cassa).
  • Verificare che i clienti che accedono all’esercizio mantengano l’uso delle mascherine fino al momento della consumazione.
  • Se nel locale sono presenti aree per il consumo in piedi con tavoli o altri piani di appoggio devono essere garantite la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.
  • Eliminare le modalità di servizio a buffet. Evitare l’utilizzo del servizio di distributori automatici e di espositori self-service di alimenti e bevande; ad esempio, per quanto riguarda le bevande limitare l’accesso agli espositori delle bevande al solo personale addetto.
  • Il personale deve sempre indossare la mascherina di tipo chirurgico
  • Tutto il personale deve adottare misure igieniche stringenti come lavare le mani più spesso e non toccarsi gli occhi, il naso e la bocca.
  • Il personale deve pulire le superfici del bancone del bar o del locale bar e dei piani di appoggio dopo ogni servizio e provvedere alla loro disinfezione con adeguata frequenza.
  • Allo scopo di ridurre il numero degli accessi fisici nell’esercizio, incentivare l’ordinazione/vendita a distanza o online, sia con modalità di consegna a domicilio che con ritiro in fascia oraria concordata presso il pubblico esercizio (specialmente per quanto riguarda l’orario dei pasti).
  • Incoraggiare l’uso di modalità di pagamento che evitino lo scambio di denaro, soprattutto contactless”.

Queste, infine, le indicazioni a cui dovrebbe attenersi la clientela:

  • “Evitare il contatto ravvicinato (inferiore al metro) con gli altri clienti e il personale.
  • Rispettare le indicazioni dei gestori sulle distanze da mantenere e le regole igieniche da osservare.
  • Sostare nel locale solo il tempo strettamente alla consumazione.
  • Togliere la mascherina solo per la consumazione, mantenendola distanza di sicurezza (di almeno un metro) dal personale e dagli altri clienti.
  • Indossare la mascherina quando ci si sposta all’interno del locale (es. per raggiungere i servizi igienici) e per pagare alla cassa.
  • Evitare l’uso promiscuo di bicchieri e bottiglie.
  • Un referente per l’impresa dovrà verificare il rispetto da parte dei clienti delle norme di cui sopra”.

Fonte: puntosicuro.it

Covid 19, climatizzatori e ventilatori: indicazioni sull’utilizzo

Covid 19: climatizzatori e ventilatori

Un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) – a cura del Gruppo di Lavoro Ambiente-Rifiuti COVID-19 – descrive i sistemi di ventilazione e di climatizzazione che possono favorire la movimentazione dell’aria in ambienti indoor (strutture comunitarie non sanitarie e ambienti domestici) e fornisce raccomandazioni operative di gestione degli impianti.

Si tratta del “Rapporto ISS COVID-19 n. 33/2020“, su cui la redazione di puntosicuro.it si è già soffermata pubblicando l’articolo dal titolo: “Indicazioni sugli impianti di ventilazione/climatizzazione in strutture comunitarie non sanitarie e in ambienti domestici in relazione alla diffusione del virus SARS-CoV-2. ”.

Il rischio di contagio associato all’aerosol è ridotto, tuttavia “gli impianti di climatizzazione e di ventilazione possono mitigare o acuire il rischio di contagio aerogeno. Infatti, la movimentazione dell’aria in ambiente può incrementare la gittata delle gocce o determinare lo spostamento dell’aerosol verso una diversa porzione dell’ambiente, investendo altri occupanti e favorendone il contagio”.

Rischi e indicazioni per la diffusione in una medesima zona

Il Rapporto che ricorda come la gestione dell’ impianto di climatizzazione e di ventilazione “deve essere adeguata alle caratteristiche dell’impianto e alla modalità d’uso degli ambienti”, si sofferma in particolare sulla diffusione dell’aria e dell’eventuale bioaerosol all’interno di una medesima zona.

Si segnala che gli impianti di ventilazione e i terminali di climatizzazione con immissione d’aria per ventilazione forzata (es. ventilconvettori, split, bocchette, anemostati, ecc.) “determinano la formazione di getti d’aria in ambiente che possono interagire con le emissioni dovute alla respirazione. L’entità dell’interazione dipende dalla dimensione delle gocce e dalla velocità dell’aria”, come illustrato nella figura 4 che riprendiamo dal documento:

Si indica che:

  • “velocità superiori a 0,25 m/s determinano interazione con il getto”.
  • “velocità superiori a 2 m/s determinano il trascinamento di gocce che non formano aerosol, aumentando in modo significativo il rischio di sospensione di carica virale”.
  • “per velocità superiori a 0,25 m/s si ha un incremento della gittata delle gocce con conseguente riduzione dell’efficacia del distanziamento interpersonale”.

Si indica poi che alcuni terminali di climatizzazione, esistenti sia come terminali ad espansione diretta (split) che come ventilconvettori (fan-coil), “generano abitualmente getti d’aria di intensità rilevante all’interno dell’ambiente”.

Ricordiamo che i ventilconvettori o unità terminali idroniche del tipo fan coil “sono dei terminali per il controllo della temperatura ambiente, ad uso locale, costituiti da un filtro grossolano per l’aria, uno scambiatore di calore alettato per il riscaldamento o il raffreddamento dell’aria, un ventilatore e una vaschetta di raccolta per lo scarico della condensa eventualmente prodotta in fase di raffreddamento. I componenti sono racchiusi in un mobiletto dotato di griglie per l’ingresso e l’uscita dell’aria. I ventilconvettori sono situati all’interno o in prossimità dello spazio da condizionare con immissione diretta dell’aria nella zona o attraverso canalizzazione di modesta estensione. Trattano esclusivamente l’aria presente nei singoli locali dell’edificio”.

Il documento riporta alcune “esemplificazioni per diverse disposizioni dei getti e del relativo rischio di trascinamento di goccioline all’interno della zona occupata dalle persone”.

Si sottolinea poi che “la rilevanza dell’interazione con i getti d’aria all’interno di un singolo ambiente dipende dal modo in cui sono utilizzati gli ambienti”.

Riprendiamo dal documento alcuni esempi in ambito lavorativo:

  • Ambiente occupato da un singolo utente, in via esclusiva: in questo caso non ci sono rischi associati e nessuna necessita di particolare interazione con l’impianto di climatizzazione
  • Ambiente occupato da diversi utenti, seppure non contemporaneamente (es. sala copie, sala ristoro con accesso di un solo utente per volta, turnazioni in aree ufficio): si ha un rischio di diffusione per presenza differita e il trascinamento aerodinamico “può prolungare il periodo di sospensione delle gocce”
  • Ambiente occupato da più utenti o da un singolo utente in via prevalente, con sporadici accessi di altri utenti (es. una segreteria): si ha il rischio di “diffusione per presenza contemporanea”. E “l’incremento della gittata delle goccioline e la dispersione dell’aerosol possono favorire la diffusione tra le diverse parti dell’ambiente”.

Si ricorda poi che l’intervento del personale che si cura della pulizia dei locali o di altri operatori “rappresenta una condizione in cui l’ambiente risulta occupato da diversi utenti, salvo che ciò sia differito per un tempo sufficiente alla diluizione/inattivazione dell’eventuale bioaerosol diffuso e, comunque, anche sedimentato sulle superfici”.

In ogni caso – continua il Rapporto – “il ricambio dell’aria in ambiente mediante immissione di aria esterna determina una riduzione della carica patogena eventualmente presente e quindi riduce il rischio di esposizione” al nuovo coronavirus.

Rischi e indicazioni per la diffusione tra zone distinte

Il documento si sofferma poi sulla diffusione tra zone distinte.

Si segnala che la ventilazione “può determinare il movimento di masse d’aria da un ambiente ad un altro adiacente, con trasporto dell’eventuale bioaerosol sospeso. Infatti, la portata d’aria in uscita da un ambiente è pari a quella immessa. Oltre che dagli impianti di ventilazione meccanica controllata di ogni genere, si avranno infiltrazioni in ingresso ed in uscita attraverso l’involucro edilizio, sia con l’esterno che con gli ambienti adiacenti”.

Si indica poi che la movimentazione dell’aria dipende “dalla differenza tra le pressioni ai due lati di ogni partizione che, in generale, dipende anche dalle specifiche condizioni climatiche (direzione ed intensità del vento, differenza di temperatura ed effetto camino degli edifici) oltre che dagli impianti aeraulici attivi”.

Si possono individuare alcune differenti condizioni di esercizio. E riprendiamo, in conclusione, alcune indicazioni sulla tipologia di impianto di ventilazione e sulla diffusione tra zone adiacenti.

Il rapporto segnala, infine, che “le sezioni di recupero di calore a scambio diretto o rotativo possono determinare un ricircolo di trafilamento, anche se in generale di entità esigua”.

Fonte: puntosicuro.it

Socialità e gioco durante l’emergenza Covid-19

Socialità e gioco durante l’emergenza Covid-19

Tra le domande che ci si pone durante l’emergenza COVID-19 molte riguardano l’impatto che la pandemia può avere sui bambini e sugli adolescenti, sia per il blocco delle attività educative e scolastiche in presenza, sia per le limitazioni dei momenti di socialità e gioco, fuori del contesto domestico e familiare, con altri coetanei.

Cosa cambia nella fase 2 sia per bambini e adolescenti sia per i lavoratori che si occupano delle attività rivolte all’infanzia e alle famiglie?

Per rispondere ci soffermiamo su alcune indicazioni normative, linee di indirizzo e linee guida, anche regionali, sulle riaperture dei servizi per l’infanzia e per l’adolescenza, delle aree gioco per bambini o dei tanti parchi divertimenti presenti sul nostro territorio.

L’articolo si sofferma su:

Linee guida per la sicurezza nelle opportunità organizzate di socialità e gioco

Linee guida regionali: indicazioni per i servizi per l’infanzia e l’adolescenza

Linee guida regionali: indicazioni per le aree giochi per bambini

Linee guida regionali: indicazioni per i parchi tematici e di divertimento

 

Linee guida per la sicurezza nelle opportunità organizzate di socialità e gioco

Ci soffermiamo innanzitutto sulla normativa nazionale e sugli allegati al DPCM del 17 maggio 2020 recante “Disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

Se il decreto – che e vi invitiamo a leggere integralmente – fornisce il cronoprogramma delle riaperture, ad esempio per quanto riguarda l’accesso ai parchi, luoghi destinati allo  svolgimento  di  attività ludiche, ricreative ed educative, l’Allegato 8 presenta le “Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini ed adolescenti nella fase 2 dell’emergenza covid-19” stilate dal Dipartimento politiche per la famiglia tenendo contro degli orientamenti della Società italiana di pediatria, del Comitato tecnico-scientifico e della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Linee guida che riconoscono come i vari provvedimenti restrittivi, benchè necessari per garantire condizioni di sicurezza e di salute per la popolazione, possano aver inciso “su quelle condizioni di ordinario benessere dei bambini e degli adolescenti che si legano strettamente a diritti fondamentali come quelli all’incontro sociale fra pari, al gioco ed all’educazione”.

E, partendo da questi presupposti, le linee guida trattano “tre distinte tipologie di interesse, che troveranno realizzazione progressiva e nella fase temporale che ci separa dalla riapertura dei servizi educativi e delle scuole nel prossimo anno scolastico 2020-2021”:

  • “a decorrere dal mese di maggio 2020, alla riapertura regolamentata di parchi e giardini pubblici per la loro possibile frequentazione da parte di bambini anche di età inferiore ai 3 anni ed adolescenti con genitori o adulti familiari, anche non parenti;
  • a decorrere dal 18 maggio 2020 e per il periodo estivo, alla realizzazione di attività organizzate per bambini di età superiore ai 3 anni ed adolescenti, con la presenza di operatori addetti alla loro conduzione, nel contesto di parchi e giardini, anche attraverso sperimentazioni innovative nell’orizzonte dell’outdoor education;
  • a decorrere dal mese di giugno 2020 e per il periodo estivo, alla realizzazione di progetti di attività ludico-ricreative – i centri estivi – per bambini di età superiore ai 3 anni ed adolescenti, con la presenza di operatori addetti alla loro conduzione, utilizzando le potenzialità di accoglienza di spazi per l’infanzia e delle scuole o altri ambienti similari”.
Linee guida regionali: indicazioni per i servizi per l’infanzia e l’adolescenza

Veniamo ora alle informazioni sulle misure precauzionali generali per alcune attività connesse all’infanzia (con possibili differenze regionali e laddove consentite dalle normative nazionali) attraverso il documento di indirizzo realizzato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella versione aggiornata del 22 maggio 2020, dal titolo “Nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche e Produttive”.

Riguardo ai servizi per l’infanzia e l’adolescenza tali indicazioni “si applicano a tutte le opportunità organizzate di socialità e gioco, a carattere diurno, per bambini ed adolescenti:

  • “Predisporre per genitori, bambini e personale una adeguata informazione su tutte le misure di prevenzione da adottare. Prevedere segnaletica, con pittogrammi e affini, idonea ai minori.
  • Sottoscrivere un accordo tra l’ente gestore, il personale e i genitori coinvolti per il rispetto delle regole di gestione dei servizi finalizzate al contrasto della diffusione del virus.
  • Dovrà essere garantita una zona di accoglienza oltre la quale non sarà consentito l’accesso a genitori e accompagnatori.
  • L’accesso alla struttura dovrà prevedere un’organizzazione anche su turni che eviti assembramenti di genitori e accompagnatori all’esterno della struttura stessa.
  • Prevedere la rilevazione quotidiana della temperatura corporea per tutti gli operatori, bambini, genitori/accompagnatori. In caso di T >37.2 °C il soggetto dovrà essere allontanato. In caso di febbre del genitore/accompagnatore il minore non potrà accedere al servizio. Gli accompagnatori non dovranno essere persone con più di 60 anni.
  • Invitare il personale e i genitori all’auto-monitoraggio delle condizioni di salute proprie e del proprio nucleo familiare, ed informarli circa i comportamenti da adottare in caso di comparsa di sintomi sospetti per COVID-19.
  • Prevedere un rapporto tra personale e minori di 1:5 per bambini da 0 a 5 anni, di 1:7 per bambini da 6 a 11 anni e di 1:10 per ragazzi da 12 a 17 anni.
  • La composizione dei gruppi di bambini deve essere il più possibile stabile nel tempo e dovranno essere evitate attività di intersezione tra gruppi diversi, mantenendo, inoltre, lo stesso personale a contatto con lo stesso gruppo di minori.
  • Privilegiare attività che possano ridurre contatti prolungati, in particolare in ambienti chiusi, a maggior rischio di eventuale contagio. Favorire sempre, ove possibile, l’attività all’aperto.
  • Per bambini e ragazzi devono essere promosse le misure igienico-comportamentali con modalità anche ludiche, compatibilmente con l’età e con il loro grado di autonomia e consapevolezza.
  • La mascherina di protezione delle vie aeree deve essere utilizzata da tutto il personale e dai bambini e ragazzi sopra i 6 anni di età. Privilegiare mascherine colorate e/o con stampe.
  • Mettere a disposizione idonei dispenser di soluzione idroalcolica per la frequente igiene delle mani in tutti gli ambienti, in particolare nei punti di ingresso e di uscita.
  • I giochi dovranno essere ad utilizzo esclusivo di un singolo gruppo, salvo disinfezione prima dello scambio.
  • Garantire una approfondita pulizia giornaliera degli ambienti con detergente neutro e disinfezione con particolare attenzione ai servizi igienici e le superfici toccate più frequentemente.
  • Per tutti gli spazi al chiuso, favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni. Per gli impianti di condizionamento, è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria; se ciò non fosse tecnicamente possibile, vanno rafforzate ulteriormente le misure per il ricambio d’aria naturale e in ogni caso va garantita la pulizia, ad impianto fermo, dei filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati, secondo le indicazioni tecniche di cui al documento dell’Istituto Superiore di Sanità”.
Linee guida regionali: indicazioni per le aree giochi per bambini

Si è parlato molto, nelle Linee Guida presenti nell’allegato 8 del DPCM del 17 maggio 2020, delle opportunità organizzate di socialità e gioco.

Vediamo ora cosa indicano le linee guida della Conferenza delle Regioni in merito alle zone attrezzate con giochi per bambini, presenti all’interno di aree pubbliche e private, comprese quelle all’interno di strutture ricettive e commerciali:

  • “Predisporre per genitori, bambini, accompagnatori ed eventuale personale una adeguata informazione su tutte le misure di prevenzione da adottare. Prevedere segnaletica, con pittogrammi e affini, idonea ai minori, comprensibile anche ad utenti stranieri, in particolar modo per aree a vocazione turistica.
  • Invitare il personale e i genitori all’auto-monitoraggio delle condizioni di salute proprie e del proprio nucleo familiare, ed informarli circa i comportamenti da adottare in caso di comparsa di sintomi sospetti per COVID-19.
  • Per bambini e ragazzi devono essere promosse le misure igienico-comportamentali con modalità anche ludiche, compatibilmente con l’età e con il loro grado di autonomia e consapevolezza.
  • Riorganizzare gli spazi per di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti, ad eccezione dei componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi o per le persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale.
  • La mascherina di protezione delle vie aeree deve essere utilizzata da genitori, accompagnatori ed eventuale personale, e dai bambini e ragazzi sopra i 6 anni di età. Privilegiare mascherine colorate e/o con stampe.
  • Mettere a disposizione idonei dispenser di soluzione idroalcolica per la frequente igiene delle mani in tutti gli ambienti, in particolare nei punti di ingresso e di uscita.
  • Garantire una approfondita pulizia giornaliera degli ambienti con detergente neutro. Le superfici toccate più frequentemente andranno inoltre disinfettate regolarmente almeno una volta al giorno.
  • Nel caso di aree al coperto, favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni. Per gli impianti di condizionamento, è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria; se ciò non fosse tecnicamente possibile, vanno rafforzate ulteriormente le misure per il ricambio d’aria naturale e in ogni caso va garantita la pulizia, ad impianto fermo, dei filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati, secondo le indicazioni tecniche di cui al documento dell’Istituto Superiore di Sanità”.
Linee guida regionali: indicazioni per i parchi tematici e di divertimento

Riportiamo, in conclusione, le indicazioni che riguardano i tanti parchi tematici e di divertimento presenti sul territorio; indicazioni che riguardano misure di precauzione necessarie non solo per le famiglie, ma anche per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori di questi parchi.

Le indicazioni si applicano a parchi divertimenti permanenti (giostre) e spettacoli viaggianti (luna park), parchi tematiciparchi acquaticiparchi avventuraparchi zoologici (faunistici, acquatici ecc.) e ad altri eventuali contesti di intrattenimento in cui sia previsto un ruolo interattivo dell’utente con attrezzature e spazi:

  • Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione, comprensibile, se opportuno, anche per i clienti di altra nazionalità, sia mediante l’ausilio di apposita segnaletica e cartellonistica, sia ricorrendo a sistemi audio, video ed al personale addetto, incaricato di monitorare e promuovere il rispetto delle misure di prevenzione facendo anche riferimento al senso di responsabilità del visitatore stesso.
  • Garantire, se possibile, un sistema di prenotazione, pagamento tickets e compilazione di modulistica preferibilmente on line al fine di evitare prevedibili assembramenti, e nel rispetto della privacy mantenere se possibile un registro delle presenze per una durata di 14 giorni. Potranno essere valutate l’apertura anticipata della biglietteria ed una diminuzione della capienza massima per garantire un minore affollamento in funzione dell’obbligo di assicurare il distanziamento interpersonale. La postazione dedicata alla cassa, laddove non già dotata di barriere fisiche (es. schermi), dovrà essere eventualmente adeguata. Prevedere percorsi obbligati di accesso e uscita dalle aree/attrazioni e, ove possibile, modificare i tornelli o sbarre di ingresso ed uscita per permetterne l’apertura senza l’uso delle mani.
  • Potrà essere rilevata la temperatura corporea, soprattutto nei parchi dove è previsto l’afflusso contemporaneo di molte persone, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C.
  • È necessario rendere disponibili prodotti per l’ igiene delle mani per gli utenti e per il personale in più punti delle aree, prevedendo l’obbligo di utilizzo da parte degli utenti prima dell’accesso ed all’uscita di ogni area, attrazione, biglietteria, servizi igienici, ecc. Per i parchi acquatici si ribadiscono le disposizioni già rese obbligatorie dalle norme igienico-sanitarie delle piscine.
  • Riorganizzare gli spazi per garantire l’accesso in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone (anche nelle code di accesso alle singole aree/attrazioni) e di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti, ad eccezione dei componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi o per le persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale. Detto aspetto afferisce alla responsabilità individuale. Potrà essere valutata la fornitura di braccialetti con colori/numerazioni distinti in base al nucleo familiare, o altre misure di pari efficacia. Qualora venga praticata attività fisica (es. nei parchi avventura) la distanza interpersonale durante l’attività dovrà essere di almeno 2 metri.
  • Garantire l’occupazione di eventuali posti a sedere delle attrazioni in modo da favorire il distanziamento minimo di almeno 1 metro, salvo nuclei familiari. Con particolare riferimento alle attrezzature dei parchi acquatici, utilizzare gommoni/mezzi galleggianti singoli ove possibile; per i gommoni multipli consentirne l’utilizzo a nuclei familiari o conviventi.
  • In considerazione del contesto, tutti i visitatori devono indossare la mascherina a protezione delle vie aeree (per i bambini valgono le norme generali); tale obbligo si applica anche agli operatori addetti alle attività a contatto con il pubblico (in base al tipo di mansione svolta, sarà cura del datore di lavoro dotare i lavoratori di specifici dispositivi di protezione individuale). Le indicazioni per i visitatori di cui al presente punto non si applicano ai parchi acquatici. Si ricorda che i guanti non sostituiscono la corretta igiene delle mani e devono essere ricambiati ogni volta che si sporcano ed eliminati correttamente nei rifiuti indifferenziati. Non devono essere riutilizzati.
  • Garantire la regolare e frequente pulizia e disinfezione delle aree comuni, spogliatoi, cabine, docce, servizi igienici, e attrazioni etc., comunque associata a disinfezione dopo la chiusura al pubblico.
  • Le attrezzature (es. lettini, sedie a sdraio, gonfiabili, mute, audioguide etc.), gli armadietti, ecc. vanno disinfettati ad ogni cambio di persona o nucleo familiare, e comunque ad ogni fine giornata.
  • Con particolare riferimento ai parchi avventura si applicano le linee guida generali secondo le disposizioni di legge in materia di impianti sportivi. Prima di indossare i dispositivi di sicurezza (cinghie, caschi, ecc.) il cliente deve disinfettare accuratamente le mani. Le imbragature di sicurezza vanno indossate evitando contatto con la cute scoperta, quindi il cliente deve avere un abbigliamento idoneo. Particolare attenzione andrà dedicata alla pulizia e disinfezione dei caschetti di protezione a noleggio: dopo ogni utilizzo il caschetto, prima di essere reso disponibile per un nuovo noleggio, deve essere oggetto di detersione (con sapone neutro e risciacquo) e successiva disinfezione con disinfettante PT1 adatto al contatto con la cute (sono indicati prodotti a base di ipoclorito di sodio 0,05% o alcool etilico 70%). Il disinfettante deve essere lasciato agire per un periodo di almeno 10 minuti.
  • Per i servizi di ristorazione, di vendita di oggetti (es. merchandising/souvenir, bookshop), per eventuali spettacoli nonché per le piscine, aree solarium attenersi alle specifiche schede tematiche.

Fonte: puntosicuro.it

Corso di formazione on line Covid-19 per affrontare l’emergenza sanitaria

Corso formazione on line Covid-19

Nel contesto dell’emergenza coronavirus COVID-19 proponiamo un Corso di informazione e formazione specifica, da seguire in modalità e-learning, alle figure che si occupano di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, per affrontare l’emergenza sanitaria dovuta al nuovo coronavirus SARS CoV-2.

A CHI E’ RIVOLTO IL CORSO?

Il Corso di formazione on line Covid-19 è rivolto a Lavoratori, Dirigenti, Datori di lavoro, Preposti e RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza).

Il corso è valido per la sicurezza di tutti i settori ad esclusione di Sanità, Edilizia, Trasporti e Logistica, per i quali sono disponibili singoli corsi specifici.

VALIDO ANCHE COME AGGIORNAMENTO

Il corso di formazione e informazione è valido come aggiornamento per RSPP, Datori di Lavoro, Dirigenti, Preposti, Lavoratori e Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) di tutti i settori ad esclusione di Sanità, Edilizia, Trasporti e Logistica, per i quali sono disponibili singoli corsi specifici.

DETTAGLI DEL CORSO FORMAZIONE Covid-19 FAD (Frequenza a distanza)

Ore di lezione on line: 4
Numero di domande del test: 10
Tempo a disposizione per il test: 30 minuti
Errori ammessi nel test: 3

Per richiedere l’iscrizione al corso o per avere maggiori informazioni compila il modulo di contatto –> COMPILA IL MODULO

Impresa SIcura: bando Invitalia per le imprese che hanno acquistato DPI

Impresa SIcura: bando Invitalia per rimborsare le imprese che hanno acquistato DPI

Invitalia, l’Agenzia nazionale per lo sviluppo di proprietà del Ministero dell’Economia, ha lanciato un bando da 50 milioni di euro rivolto a tutte le imprese.

Si tratta di Impresa SIcura, bando Invitalia destinato alle aziende per ottenere il rimborso delle spese sostenute per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale finalizzati al contenimento e il contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19.

Nello specifico, Impresa SIcura rimborsa l’acquisto di:

  • mascherine filtranti, chirurgiche, FFP1, FFP2 e FFP3;
  • guanti in lattice, in vinile e in nitrile;
  • dispositivi per protezione oculare;
  • indumenti di protezione quali tute e/o camici;
  • calzari e/o sovrascarpe;
  • cuffie e/o copricapi;
  • dispositivi per la rilevazione della temperatura corporea;
  • detergenti e soluzioni disinfettanti/antisettici.

È possibile richiedere il rimborso delle spese per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale sostenute tra il 17 marzo 2020 e la data di invio della domanda di rimborso.

Il bando di Invitalia, che si rivolge a tutte le imprese indipendentemente dalla dimensione, si svolge in tre fasi:

1 – Prenotazione del rimborso

Le imprese interessate possono inviare la prenotazione del rimborso dall’11 al 18 maggio 2020, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 18.00, attraverso uno sportello informatico dedicato.

2 – Pubblicazione dell’elenco delle prenotazioni

Sempre sul sito di Invitalia seguirà la pubblicazione dell’elenco, in ordine cronologico di arrivo, delle imprese ammesse alla presentazione della domanda di rimborso.

3 – Presentazione della domanda di rimborso

Le imprese ammesse potranno compilare la domanda di rimborso dalle ore 10.00 del 26 maggio 2020 alle ore 17.00 dell’11 giugno 2020 attraverso la procedura informatica che sarà attivata sul sito web di Invitalia.

Maggiori informazioni sul bando sono raggiungibili al link sottostante.

Clicca qui –> Consulta il bando

Fonte: Invitalia

Emergenza COVID-19, Fase 2: riaprono alcuni settori

COVID-19, Fase 2: riaprono alcuni settori

Nella serata di ieri è stato illustrato un nuovo DPCM che indica la cosiddetta Fase 2, con le aperture il prossimo 4 maggio delle aziende in diversi settori: la manifattura, le costruzioni e il commercio all’ingrosso funzionale agli stessi.

Con il decreto sono stati diffusi i protocolli che le aziende dovranno seguire per continuare a svolgere la loro attività o riprenderla a partire dalla prossima settimana.

Li trovate qui:

Consigliamo a tutte le aziende interessate alla preparazione della loro riapertura di visionare i protocolli di loro interesse.