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Corso COVID 19: Formazione per Lavoratori, Preposti e Datori di Lavoro

Corso COVID 19: Formazione per la Salute e Sicurezza dei Lavoratori, Preposti e Datori di lavoro

Attività Ateco: tutti  le attività lavorative, escluso il comparto Sanità.

TESTO UNICO SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

Durata del Corso di formazione: 4 ore

Destinatari: il corso di formazione è rivolto ai lavoratori, preposti e datori di lavoro di tutti i settori (escluso il comparto sanità).

Obiettivo del corso di formazione: approfondire i rischi derivanti dalla diffusione del Coronavirus e le misure di contenimento e contrasto della diffusione del Virus COVID-19, anche con riferimento al corretto utilizzo dei DPI di protezione delle vie respiratorie e delle mani.

Programma del corso

1. IL VIRUS

  • Cos’è?
  • Sintomi
  • Trasmissione

2. MISURE IGIENICO SANITARIE (DECALOGO)

3. OBBLIGHI DIPENDENTI

  • Restare a casa con febbre e/o sintomi e /o contatti
  • Precauzioni igieniche personali
  • Utilizzo mascherina (istruzioni)
  • Informare immediatamente il datore se insorgono sintomi durante l’attività lavorativa

4. PROTOCOLLO

  • Informazione
  • Modalità ingresso (misurazione febbre – informativa dati)
  • Accesso esterni
  • Pulizia postazione (modalità generiche)
  • Precauzione igieniche personali
  • Dpi
  • Spazi comuni
  • Organizzazione aziendale
  • Entrata/uscita
  • Spostamenti interni
  • Gestione persona sintomatica in azienda
  • Sorveglianza sanitaria
  • Aggiornamento protocollo regolamentazione

L’attestato di partecipazione al corso COVID-19: Formazione per la Salute e Sicurezza dei Lavoratori, Preposti e Datori di Lavoro, verrà rilasciato a fronte della frequenza del 90% delle ore totali, fatta salva la verifica delle conoscenze acquisite.

Modalità di erogazione

  • Aula: presso SERINTA SRL – VIA BUONARROTI, 1 – LAMEZIA TERME (CZ);
  • Videoconferenza
  • E-learning

Docenti

Il corso di formazione viene tenuto da Docenti con documentato ed adeguato curriculum professionale nelle materie di loro pertinenza, e con comprovata esperienza nella formazione.

Covid-19, ritorno a scuola in sicurezza: pubblicato il documento tecnico

Covid-19, ritorno a scuola in sicurezza

Dalle misure propedeutiche alla riapertura delle scuole nel mese di settembre alle modalità di gestione di eventuali casi e focolai da Covid-19, il nuovo documento tecnico – a cura di Istituto superiore di sanità, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione e Inail, in collaborazione con Fondazione Bruno Kessler, Regione Emilia Romagna e Regione Veneto – fornisce una serie di indicazioni operative per garantire il rientro in classe in sicurezza di studenti e insegnanti.

Descritto l’iter da seguire in caso di sintomi compatibili con il virus.

Il documento, condiviso dal Comitato tecnico scientifico per l’emergenza da nuovo Coronavirus, rientra tra le iniziative promosse a partire dal mese di aprile per l’avvio in presenza del nuovo anno scolastico in ogni ordine e grado. Nello specifico, sono descritte le azioni da intraprendere nel caso in cui un alunno o un operatore scolastico manifesti sintomi compatibili con il Covid-19, sia a scuola che a casa, che prevedono il coinvolgimento del referente scolastico, dei genitori, del pediatra di libera scelta o del medico di medicina generale e del Dipartimento di Prevenzione (DdP).

I genitori devono contattare il pediatra o il medico di famiglia.

Se un alunno manifesta la sintomatologia a scuola, le raccomandazioni prevedono che vada isolato in un’area apposita, sotto la supervisione di un adulto che indossi una mascherina chirurgica, e che i genitori siano immediatamente allertati e attivati. Una volta riportato il figlio a casa, infatti, i genitori devono contattare il pediatra di libera scelta o il medico di famiglia che, dopo avere valutato la situazione, deciderà se è necessario allertare il DdP per l’esecuzione del tampone.

Se il tampone è positivo è il Dipartimento di Prevenzione a decidere quali misure adottare.

In caso di test positivo, il DdP competente condurrà le consuete indagini sull’identificazione dei contatti e valuterà le misure più appropriate da adottare che comprendono, quando necessario, l’implementazione della quarantena per i compagni di classe, gli insegnanti e gli altri soggetti che rientrano nella definizione di contatto stretto. La scuola in ogni caso deve effettuare una sanificazione straordinaria.

Per l’individuazione di eventuali focolai previsto anche il monitoraggio delle assenze.

Fra i compiti attribuiti agli istituti scolastici, il documento prevede anche il monitoraggio delle assenze, per individuare, ad esempio, casi di classi con molti alunni mancanti, che potrebbero essere indice di una diffusione del virus e rendere necessaria un’indagine mirata da parte del DdP. Il documento affronta inoltre, con un capitolo dedicato, le tematiche connesse alla tutela degli operatori della scuola, anche in riferimento alla tutela dei lavoratori fragili.

Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia

Il rapporto è destinato alle istituzioni scolastiche e dei servizi educativi dell’infanzia nonché ai Dipartimenti di Prevenzione del Servizio Sanitario Nazionale e a tutti coloro che potrebbero essere coinvolti nella risposta a livello di salute pubblica ai possibili casi e focolai di Covid-19 in ambito scolastico e dei servizi educativi dell’infanzia.

Clicca qui per scaricare il rapporto con le indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di Covid-19.

FONTE: Inail

Covid 19, climatizzatori e ventilatori: indicazioni sull’utilizzo

Covid 19: climatizzatori e ventilatori

Un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) – a cura del Gruppo di Lavoro Ambiente-Rifiuti COVID-19 – descrive i sistemi di ventilazione e di climatizzazione che possono favorire la movimentazione dell’aria in ambienti indoor (strutture comunitarie non sanitarie e ambienti domestici) e fornisce raccomandazioni operative di gestione degli impianti.

Si tratta del “Rapporto ISS COVID-19 n. 33/2020“, su cui la redazione di puntosicuro.it si è già soffermata pubblicando l’articolo dal titolo: “Indicazioni sugli impianti di ventilazione/climatizzazione in strutture comunitarie non sanitarie e in ambienti domestici in relazione alla diffusione del virus SARS-CoV-2. ”.

Il rischio di contagio associato all’aerosol è ridotto, tuttavia “gli impianti di climatizzazione e di ventilazione possono mitigare o acuire il rischio di contagio aerogeno. Infatti, la movimentazione dell’aria in ambiente può incrementare la gittata delle gocce o determinare lo spostamento dell’aerosol verso una diversa porzione dell’ambiente, investendo altri occupanti e favorendone il contagio”.

Rischi e indicazioni per la diffusione in una medesima zona

Il Rapporto che ricorda come la gestione dell’ impianto di climatizzazione e di ventilazione “deve essere adeguata alle caratteristiche dell’impianto e alla modalità d’uso degli ambienti”, si sofferma in particolare sulla diffusione dell’aria e dell’eventuale bioaerosol all’interno di una medesima zona.

Si segnala che gli impianti di ventilazione e i terminali di climatizzazione con immissione d’aria per ventilazione forzata (es. ventilconvettori, split, bocchette, anemostati, ecc.) “determinano la formazione di getti d’aria in ambiente che possono interagire con le emissioni dovute alla respirazione. L’entità dell’interazione dipende dalla dimensione delle gocce e dalla velocità dell’aria”, come illustrato nella figura 4 che riprendiamo dal documento:

Si indica che:

  • “velocità superiori a 0,25 m/s determinano interazione con il getto”.
  • “velocità superiori a 2 m/s determinano il trascinamento di gocce che non formano aerosol, aumentando in modo significativo il rischio di sospensione di carica virale”.
  • “per velocità superiori a 0,25 m/s si ha un incremento della gittata delle gocce con conseguente riduzione dell’efficacia del distanziamento interpersonale”.

Si indica poi che alcuni terminali di climatizzazione, esistenti sia come terminali ad espansione diretta (split) che come ventilconvettori (fan-coil), “generano abitualmente getti d’aria di intensità rilevante all’interno dell’ambiente”.

Ricordiamo che i ventilconvettori o unità terminali idroniche del tipo fan coil “sono dei terminali per il controllo della temperatura ambiente, ad uso locale, costituiti da un filtro grossolano per l’aria, uno scambiatore di calore alettato per il riscaldamento o il raffreddamento dell’aria, un ventilatore e una vaschetta di raccolta per lo scarico della condensa eventualmente prodotta in fase di raffreddamento. I componenti sono racchiusi in un mobiletto dotato di griglie per l’ingresso e l’uscita dell’aria. I ventilconvettori sono situati all’interno o in prossimità dello spazio da condizionare con immissione diretta dell’aria nella zona o attraverso canalizzazione di modesta estensione. Trattano esclusivamente l’aria presente nei singoli locali dell’edificio”.

Il documento riporta alcune “esemplificazioni per diverse disposizioni dei getti e del relativo rischio di trascinamento di goccioline all’interno della zona occupata dalle persone”.

Si sottolinea poi che “la rilevanza dell’interazione con i getti d’aria all’interno di un singolo ambiente dipende dal modo in cui sono utilizzati gli ambienti”.

Riprendiamo dal documento alcuni esempi in ambito lavorativo:

  • Ambiente occupato da un singolo utente, in via esclusiva: in questo caso non ci sono rischi associati e nessuna necessita di particolare interazione con l’impianto di climatizzazione
  • Ambiente occupato da diversi utenti, seppure non contemporaneamente (es. sala copie, sala ristoro con accesso di un solo utente per volta, turnazioni in aree ufficio): si ha un rischio di diffusione per presenza differita e il trascinamento aerodinamico “può prolungare il periodo di sospensione delle gocce”
  • Ambiente occupato da più utenti o da un singolo utente in via prevalente, con sporadici accessi di altri utenti (es. una segreteria): si ha il rischio di “diffusione per presenza contemporanea”. E “l’incremento della gittata delle goccioline e la dispersione dell’aerosol possono favorire la diffusione tra le diverse parti dell’ambiente”.

Si ricorda poi che l’intervento del personale che si cura della pulizia dei locali o di altri operatori “rappresenta una condizione in cui l’ambiente risulta occupato da diversi utenti, salvo che ciò sia differito per un tempo sufficiente alla diluizione/inattivazione dell’eventuale bioaerosol diffuso e, comunque, anche sedimentato sulle superfici”.

In ogni caso – continua il Rapporto – “il ricambio dell’aria in ambiente mediante immissione di aria esterna determina una riduzione della carica patogena eventualmente presente e quindi riduce il rischio di esposizione” al nuovo coronavirus.

Rischi e indicazioni per la diffusione tra zone distinte

Il documento si sofferma poi sulla diffusione tra zone distinte.

Si segnala che la ventilazione “può determinare il movimento di masse d’aria da un ambiente ad un altro adiacente, con trasporto dell’eventuale bioaerosol sospeso. Infatti, la portata d’aria in uscita da un ambiente è pari a quella immessa. Oltre che dagli impianti di ventilazione meccanica controllata di ogni genere, si avranno infiltrazioni in ingresso ed in uscita attraverso l’involucro edilizio, sia con l’esterno che con gli ambienti adiacenti”.

Si indica poi che la movimentazione dell’aria dipende “dalla differenza tra le pressioni ai due lati di ogni partizione che, in generale, dipende anche dalle specifiche condizioni climatiche (direzione ed intensità del vento, differenza di temperatura ed effetto camino degli edifici) oltre che dagli impianti aeraulici attivi”.

Si possono individuare alcune differenti condizioni di esercizio. E riprendiamo, in conclusione, alcune indicazioni sulla tipologia di impianto di ventilazione e sulla diffusione tra zone adiacenti.

Il rapporto segnala, infine, che “le sezioni di recupero di calore a scambio diretto o rotativo possono determinare un ricircolo di trafilamento, anche se in generale di entità esigua”.

Fonte: puntosicuro.it

Corso di formazione on line Covid-19 per affrontare l’emergenza sanitaria

Corso formazione on line Covid-19

Nel contesto dell’emergenza coronavirus COVID-19 proponiamo un Corso di informazione e formazione specifica, da seguire in modalità e-learning, alle figure che si occupano di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, per affrontare l’emergenza sanitaria dovuta al nuovo coronavirus SARS CoV-2.

A CHI E’ RIVOLTO IL CORSO?

Il Corso di formazione on line Covid-19 è rivolto a Lavoratori, Dirigenti, Datori di lavoro, Preposti e RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza).

Il corso è valido per la sicurezza di tutti i settori ad esclusione di Sanità, Edilizia, Trasporti e Logistica, per i quali sono disponibili singoli corsi specifici.

VALIDO ANCHE COME AGGIORNAMENTO

Il corso di formazione e informazione è valido come aggiornamento per RSPP, Datori di Lavoro, Dirigenti, Preposti, Lavoratori e Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) di tutti i settori ad esclusione di Sanità, Edilizia, Trasporti e Logistica, per i quali sono disponibili singoli corsi specifici.

DETTAGLI DEL CORSO FORMAZIONE Covid-19 FAD (Frequenza a distanza)

Ore di lezione on line: 4
Numero di domande del test: 10
Tempo a disposizione per il test: 30 minuti
Errori ammessi nel test: 3

Per richiedere l’iscrizione al corso o per avere maggiori informazioni compila il modulo di contatto –> COMPILA IL MODULO

Impresa SIcura: bando Invitalia per le imprese che hanno acquistato DPI

Impresa SIcura: bando Invitalia per rimborsare le imprese che hanno acquistato DPI

Invitalia, l’Agenzia nazionale per lo sviluppo di proprietà del Ministero dell’Economia, ha lanciato un bando da 50 milioni di euro rivolto a tutte le imprese.

Si tratta di Impresa SIcura, bando Invitalia destinato alle aziende per ottenere il rimborso delle spese sostenute per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale finalizzati al contenimento e il contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19.

Nello specifico, Impresa SIcura rimborsa l’acquisto di:

  • mascherine filtranti, chirurgiche, FFP1, FFP2 e FFP3;
  • guanti in lattice, in vinile e in nitrile;
  • dispositivi per protezione oculare;
  • indumenti di protezione quali tute e/o camici;
  • calzari e/o sovrascarpe;
  • cuffie e/o copricapi;
  • dispositivi per la rilevazione della temperatura corporea;
  • detergenti e soluzioni disinfettanti/antisettici.

È possibile richiedere il rimborso delle spese per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale sostenute tra il 17 marzo 2020 e la data di invio della domanda di rimborso.

Il bando di Invitalia, che si rivolge a tutte le imprese indipendentemente dalla dimensione, si svolge in tre fasi:

1 – Prenotazione del rimborso

Le imprese interessate possono inviare la prenotazione del rimborso dall’11 al 18 maggio 2020, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 18.00, attraverso uno sportello informatico dedicato.

2 – Pubblicazione dell’elenco delle prenotazioni

Sempre sul sito di Invitalia seguirà la pubblicazione dell’elenco, in ordine cronologico di arrivo, delle imprese ammesse alla presentazione della domanda di rimborso.

3 – Presentazione della domanda di rimborso

Le imprese ammesse potranno compilare la domanda di rimborso dalle ore 10.00 del 26 maggio 2020 alle ore 17.00 dell’11 giugno 2020 attraverso la procedura informatica che sarà attivata sul sito web di Invitalia.

Maggiori informazioni sul bando sono raggiungibili al link sottostante.

Clicca qui –> Consulta il bando

Fonte: Invitalia

Coronavirus: i videotutorial sull’uso dei DPI realizzati dall’INAIL

Coronavirus uso DPI: i videotutorial realizzati dall’INAIL

Il SARS-CoV-2, il virus che sta causando l’attuale pandemia da COVID-19, sta richiedendo a tutta la collettività l’adozione di misure di prevenzione sempre più rigorose per contrastare la diffusione del contagio. Tra queste, in particolare per i lavoratori, vi è l’uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI). Per questo motivo, l’Inail ha realizzato tre video per diffondere le informazioni di base sul corretto utilizzo di questi dispositivi e sui comportamenti più adeguati da adottare a questo scopo.

Tre video informativi

Il prodotto è diviso in tre parti:

  1. la prima, di carattere generale, introduce l’argomento dei dispositivi di protezione individuali;
  2. la seconda è relativa all’uso, in particolare, delle maschere facciali filtranti;
  3. il terzo e ultimo video illustra le modalità corrette di utilizzo dei guanti monouso.

Il primo video fa il focus sulle modalità di trasmissione del virus, principalmente attraverso droplet, il rilascio di gocce di saliva, che possono essere inalate e depositarsi sulle superfici. Per questo motivo, una particolare attenzione va riservata alla protezione delle vie respiratorie di chi è esposto al virus e al contenimento dell’emissione di “bioaerosol” da parte di persone già positive al COVID-19.

Il secondo video illustra il corretto utilizzo delle maschere facciali, dispositivi atti a evitare ai lavoratori esposti al rischio del virus Sars-Cov-2 il possibile contagio attraverso le vie respiratorie per effetto del rilascio di gocce di saliva, dette droplet. L’uso improprio delle maschere filtranti può aumentare, anziché ridurre, il rischio di trasmissione dell’infezione, per questo deve sempre essere accompagnato dallo scrupoloso rispetto di appropriate norme igieniche.

Il terzo video illustra il corretto utilizzo dei guanti monouso, dispositivi di protezione delle mani atti a evitare ai lavoratori esposti al rischio il possibile contagio con superfici contaminate. Viene sottolineata l’importanza del rispetto delle indicazioni di uso e di rimozione dei guanti, potenzialmente infetti, praticando sempre un’adeguata igienizzazione delle mani.

L’uso dei dpi razionale in relazione alla mansione

I dispositivi di protezione individuale (DPI) servono a proteggere i lavoratori da rischi specifici, ovvero quelli propri dell’attività lavorativa svolta. Per il rischio biologico, come è quello rappresentato dal coronavirus, per la maggior parte dei lavoratori è previsto l’utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie e delle mani. Per gli operatori sanitari o per altri lavoratori particolarmente esposti a soggetti affetti o potenzialmente affetti da COVID-19, occorrono anche altri dpi. L’utilizzo di questi dispositivi deve essere razionale, definito in funzione della propria mansione e di quanto previsto dalla valutazione dei rischi, e corretto per ridurre le possibilità di contagio.

CLICCA QUI PER VEDERE I TUTORIAL INAIL

fonte: Inail