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Corso Aggiornamento RLS

Corso di Aggiornamento Formazione RLS

Destinatari del Corso Aggiornamento RLS

  • Lavoratori nominati Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza

Obiettivi del Corso Aggiornamento RLS

Aggiornare le competenze e le conoscenze in materia di Sicurezza sul Lavoro, tenuto conto della peculiarità delle funzioni dettate dall’incarico conferito. L’aggiornamento RLS vuole promuovere la cultura della Sicurezza all’interno delle aziende, oltre che fornire una conoscenza del ruolo del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza e del suo aspetto gestionale all’interno delle organizzazioni moderne.

Numero minimo di partecipanti ad ogni corso

8 soggetti fino ad un massimo di 35 partecipanti.

Aziende interessate al corso Aggiornamento RLS

  • Aziende di ogni settore
  • Multinazionali
  • Società di consulenza,
  • Enti di certificazione
  • Pubblica Amministrazione

Attestato

Alla fine del percorso, in seguito alla verifica delle competenze acquisite e della frequenza, verrà rilasciato l’attestato di partecipazione.

Altre informazioni

In caso di mancata nomina da parte dei lavoratori, le funzioni  RLS saranno svolte da un rappresentante territoriale (RLST), ossia da un delegato sindacale esterno che, per l’esercizio di dette funzioni, avrà diritto di accesso in azienda e ai relativi documenti sulla sicurezza.  Inoltre, l’azienda in cui non sia stato nominato il RLS, partecipa al finanziamento del Fondo di sostegno di cui all’art. 52, con un contributo pari a due ore lavorative annue per ogni lavoratore occupato.

Modulo di iscrizione

  • Corso in aula : 26 giugno 2019 ore 15.30 presso SERINTA SRL- Lamezia Terme provincia Catanzaro – Costo 35 euro
  • Corso online: fruibile in qualsiasi momento – Costo 35 euro

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  • SISTEMI DI GESTIONE INTEGRATA: QUALITA’ – AMBIENTE – SICUREZZA
  • PRIVACY
  • FORMATORE
  • AGGIORNAMENTI COORDINATORE/RSPP
  • SOCIAL MEDIA MARKETING

Corso per Datori di Lavoro RSPP Rischio Basso

Corso per Datori di lavoro Rspp rischio Basso

Attività Ateco: uffici, commercio, servizi, officine, turismo, terziario, servizi, organizzazioni, associazioni.

TESTO UNICO SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

Durata del Corso di formazione: 16 ore

Destinatari: il corso di formazione è rivolto a Datori di lavoro con funzioni di RSPP di aziende appartenenti al Rischio Basso così come definito dell’Accordo Stato Regioni del 21/12/2011.

Obiettivo del corso di formazione: formare i Datori di lavoro rispetto alle fondamentali competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro, per permettere lo svolgimento diretto dei compiti di prevenzione e protezione in azienda.

Corso conforme al Testo Unico per la sicurezza (D.Lgs. 81/08) e Accordo tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sui corsi di formazione per lo svolgimento diretto, da parte del datore di lavoro, dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi, ai sensi dell’articolo 34, commi 2 e 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

Programma didattico

Modulo Normativo – Giuridico

  • Presentazione ed apertura del corso
  • Sistema Legislativo: dalla 626 alla 81
  • La Delega di funzioni
  • Soggetti della Sicurezza: compiti, obblighi e responsabilità e tutela assicurativa
  • La responsabilità amministrativa (D. Lgs. n. 231/2001)
  • Sistemi di qualificazione delle imprese

Modulo Gestionale

  • Incidenti e infortuni mancati
  • Valutazione dei rischi
  • DVR e DUVRI
  • Modelli di organizzazione e gestione
  • Gestione emergenze

Modulo Relazionale

  • L’informazione, la formazione e l’addestramento
  • Comunicazione
  • RLS: nomina ed elezioni
  • Consultazione e partecipazione del RLS

Modulo Tecnico

  • Misure tecniche, organizzative e procedurali
  • Dispositivi di Protezione Individuali
  • Sorveglianza sanitaria
  • Stress lavoro-correlato
  • Approfondimento relativo ai rischi specifici presenti nei settori a rischio basso (uffici, commercio, servizi, officine, turismo, terziario, servizi, organizzazioni, associazioni)

L’attestato di partecipazione verrà rilasciato a fronte della frequenza del 90% delle ore totali, fatta salva la verifica delle conoscenze acquisite.

Sanzioni previste: l’arresto da quattro a otto mesi del datore di lavoro/ dirigente o ammenda da 2.000 a 4.000 euro (violazione dell’articolo 18, comma 1, lettera l).

Sede di svolgimento: presso SERINTA SRL – VIA BUONARROTI, 1 – LAMEZIA TERME (CZ)

Docenti: Il corso di formazione viene tenuto da Docenti con documentato ed adeguato curriculum professionale nelle materie di loro pertinenza, e con comprovata esperienza nella formazione e/o nella giuda di gruppi di lavoro.

Il corso di formazione verrà organizzato anche presso altre sedi della Calabria: Cosenza, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria.

Denuncia impianto messa a terra: quando e come va fatta

Denuncia impianto messa a terra: quando e come va fatta

Le verifiche degli impianti di messa a terra e degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche rappresentano un argomento complesso, disciplinato dal “Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi” (Decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462).

Forse non tutti sanno che, da maggio 2019, l’Inail ha messo a disposizione l’applicativo CIVA per la gestione informatizzata dei servizi di certificazione e verifica, anche con riferimento alla denuncia di impianti di messa a terra e alla denuncia di impianti di protezione da scariche atmosferiche.

Verifica dell’impianto di messa a terra

La verifica dell’impianto di messa a terra comprende queste attività:

  • Esame della documentazione
  • Esame a vista dei luoghi e degli impianti
  • Effettuazione di prove e misure
  • Redazione del verbale di verifica
  • Comunicazione all’organo di vigilanza

La denuncia è obbligatoria per gli impianti di messa a terra realizzati per la protezione delle persone dai contatti indiretti tramite interruzione automatica dell’alimentazione.

Non è obbligatoria, invece, per gli impianti di terra realizzati esclusivamente per ragioni funzionali, o per altri motivi, e i sistemi di protezione dai contatti indiretti che non si basano sull’interruzione automatica dell’alimentazione.

L’avviamento degli impianti di messa a terra può essere effettuato soltanto dopo la verifica eseguita dall’installatore, che rilascia la dichiarazione di conformità ai sensi del decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37. La dichiarazione di conformità equivale a tutti gli effetti all’omologazione dell’impianto.

Nel caso in cui la dichiarazione di conformità non sia più reperibile, per gli impianti eseguiti prima del 27 marzo 2008 e dopo il 13 marzo 1990, può essere sostituita da una dichiarazione di rispondenza redatta da un professionista/responsabile tecnico con le competenze indicate dal decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37.

La denuncia della messa a terra deve essere presentata ogni volta che l’impianto viene ampliato o subisce una modifica, o nel caso di una variazione d’uso dell’ambiente di lavoro, poiché cambia lo stato di sicurezza dello stesso.

Verifica degli impianti e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche

La verifica degli impianti e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche comprende queste attività:

  • Esame della documentazione
  • Esame a vista dei luoghi e degli impianti
  • Effettuazione di prove e misure
  • Redazione del verbale di verifica
  • Comunicazione all’organo di vigilanza

La denuncia è obbligatoria per le installazioni e i dispositivi di protezione quando, a seguito della valutazione del rischio fulminazione (effettuata secondo la normativa tecnica CEI EN 62305-2), risultino necessari per il contenimento della componente di rischio R1: perdita di vita umana.

Anche in questo caso, l’avviamento degli impianti contro le scariche atmosferiche può essere effettuato solo dopo la verifica eseguita dall’installatore, che rilascia la dichiarazione di conformità ai sensi del decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37. Ed anche in questo caso, la dichiarazione di conformità equivale a tutti gli effetti all’omologazione dell’impianto.

Ser.Int.A offre assistenza ai datori di lavoro per tutti gli adempimenti relativi alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Puoi contattarci senza impegno, saremo lieti di darti maggiori informazioni.

Sicurezza sul lavoro: nel 2018 più incidenti, morti e malattie professionali

Nel 2018 sono risultate in crescita le morti bianche, gli incidenti e le malattie professionali.

I dati pubblicati dall’Inail registrano un aumento di denunce di infortuni per il  2018. Sono stati infatti 1.033 gli infortuni sul lavoro con esito mortale, 104 in più rispetto al 2017.

Infortuni sul lavoro. Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail sono state 641.261, in aumento dello 0,9% rispetto all’anno precedente. I dati evidenziano a livello nazionale un incremento sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, sia di quelli verificatisi nel tragitto tra l’abitazione e il posto di lavoro.

Denunce di malattia professionale. Nel 2018 anche le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail sono tornate ad aumentare, dopo la diminuzione registrata del 2017. Ci sono stati 1.456 casi in più; L’incremento percentuale maggiore è quello del +2,8% registrato nell’Industria e servizi

Morti sul lavoro. Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Inail nel 2018 sono state 1.133, 104 in più rispetto a quelle denunciate nel 2017 (+10,1%). Spicca in particolare agosto, con 132 decessi contro i 78 dell’agosto 2017 (quasi il 70% in più), alcuni dei quali causati dai cosiddetti incidenti plurimi, eventi che causano la morte di almeno due lavoratori, come il crollo del ponte Morandi a Genova, con 15 morti, o i due incidenti stradali avvenuti in Puglia, in cui hanno perso la vita 16 braccianti.

 

Sicurezza in agricoltura: il lavoro in serra

Sicurezza in agricoltura: il lavoro in serra

Un seminario Inail a Lamezia Terme ha illustrato i risultati di alcuni studi per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori agricoli nelle serre.

Nel corso degli studi sono state coinvolte diverse Aziende Agricole, e sono stati affrontati diversi aspetti:

  • Scenari di esposizione a pesticidi in serra
  • Campagne di misura dei pesticidi nel territorio calabrese
  • Procedura di valutazione del rischio chimico inalatorio in serra
  • Il rischio biologico nelle serre
  • Il rischio fisico ed ergonomico nelle attività di lavoro condotte in serra
  • Benessere termico e consumo metabolico nelle attività agricole in serra
  • Valutazione della sensibilizzazione cutanea
  • Lavoratori stranieri in agricoltura: la percezione del rischio per la salute e sicurezza
  • Il rischio oncologico da pesticidi

Quando le attività agricole vengono effettuate in serra si ha, da un lato, un accumulo dei contaminanti aerodispersi, dall’altro, un incremento di temperatura e umidità relativa che può potenzialmente condizionare sia la capacità inalatoria che di assorbimento cutaneo. In tale scenario di esposizione, la valutazione del rischio può risultare particolarmente complessa e gli strumenti generalmente utilizzati non risultano sempre efficaci. Malgrado l’obbligo della valutazione del rischio, ai sensi del d.lgs. 81/2008 e s.m.i., ad oggi non esiste una procedura formalizzata per la valutazione del rischio chimico per le colture in serra.

Atti del seminario https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/pubblicazioni/catalogo-generale/pubbl-la-ricerca-prevenzionale-per-la-tutela-della-salute.html

Fonte: INAIL

Nuovi adempimenti per la sicurezza antincendio nelle scuole ed asili nido

Nuove disposizioni: quali gli adempimenti antincendio nelle scuole e gli asili nido?

Con l’entrata in vigore del nuovo regolamento di prevenzione incendi, il D.P.R. n. 151 del 01 agosto 2011, le scuole di ogni ordine e grado e gli asili nido rientrano tra le attività soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi (allegato I).

Tipologie di scuole ed asili interessati dal provvedimento
Nello specifico il regolamento antincendio coinvolge le scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie con oltre 100 persone presenti e gli Asili nido con oltre 30 persone presenti. Le regole sono valide per le nuove progettazioni ma anche per gli edifici esistenti.

Gli obiettivi
Gli obiettivi del nuovo regolamento antincendio nelle scuole ed asili nido, si riferiscono a:

  • minimizzare le cause di incendio;
  • garantire la stabilità delle strutture portanti al fine di assicurare il soccorso agli occupanti;
  • limitare la produzione e la propagazione di un incendio all’interno dei locali o edifici;
  • limitare la propagazione di un incendio ad edifici o locali contigui;
  • assicurare la possibilità che gli occupanti lascino i locali e gli edifici indenni o che gli stessi siano soccorsi in altro modo;
  • garantire la possibilità per le squadre di soccorso di operare in condizioni di sicurezza.

Gli interventi per le nuove progettazioni/costruzioni

Gli asili nido con oltre 30 persone presenti di nuova progettazione/costruzione, dovranno rispettare la regola tecnica contenuta nel DM 16 luglio 2014 in termini di:

  • ubicazione (esempio: accesso di mezzi di soccorso,…)
  • caratteristiche costruttive (esempio: resistenza al fuoco, compartimentazione,..)
  • misure per il dimensionamento del sistema di esodo (esempio: vie di esodo, affollamento, vie di uscita, larghezza via di esodo, …)
  • aree ed impianti a rischio specifico (esempio: cucine, depositi, biancheria, ..)
  • impianto elettrico
  • mezzi ed impianti di estinzione degli incendi (esempio: estintori, idranti, ..)
  • impianti di rivelazione, segnalazione e allarme
  • segnaletica di sicurezza
    organizzazione e gestione della sicurezza antincendio
  • informazione e formazione antincendio (tutto il personale che opera nella struttura dovrà essere formato con il programma relativo alle attività di rischio medio ed un’aliquota, corrispondente a 4 persone presenti ogni 50 bambini, dovrà anche avere acquisito il relativo attestato di idoneità tecnica.)

Adempimenti per le attività già avviate
Per le scuole e gli asili nido già esistenti si dovranno programmare le attività di adeguamento degli edifici.
A tal proposito il DM 16 luglio 2014 suddivide in tre livelli di priorità le diposizioni da attuare.

Antincendio: le indicazioni prioritarie per le scuole
Il provvedimento stabilisce che, per le scuole, i livelli di priorità programmatica sono:
livello di priorità A – osservanza delle disposizioni del DM 26 agosto 1992 relative a: impianto elettrico di sicurezza; sistemi di allarme; estintori; segnaletica di sicurezza; norme di esercizio.
livello di priorità B – osservanza delle disposizioni DM 26 agosto 1992 relative a: spazi per esercitazioni; spazi per depositi; spazi per l’informazione e le attività parascolastiche; spazi per servizi logistici; impianti fissi di rivelazione e/o di estinzione degli incendi;
livello di priorità C – le restanti disposizioni del decreto.

Antincendio: le indicazioni prioritarie per gli asili
Per l’adeguamento antincendio degli asili i livelli di priorità programmatica sono:
livello di priorità A – osservanza delle disposizioni del DM 16 luglio 2014relative a: servizi di sicurezza; illuminazione di sicurezza; estintori; allarme acustico; segnaletica di sicurezza; organizzazione e gestione della sicurezza antincendio; informazione e formazione antincendio.
livello di priorità B: impianti elettrici per il sezionamento di emergenza; servizi di sicurezza.
livello di priorità C: le restanti disposizioni del decreto.

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