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Yes I Start Up: formazione gratuita per l’avvio d’impresa

Yes I Start Up: formazione gratuita per l’avvio d’impresa

Cos’è?

Yes I Start Up è l’opportunità che cerchi per sviluppare la tua idea di business.

L’obiettivo è quello di promuovere e sostenere l’autoimprenditorialità attraverso un’attività formativa finalizzata all’accesso al Fondo Rotativo SELFIEmployment.

Come funziona?

Yes I startup è un percorso formativo gratuito di 80 ore.

I docenti supportano il partecipante nella stesura del suo business plan, attraverso:

  • lezioni in aula
  • attività specialistiche e individuali (analisi del mercato, studio del processo produttivo, sviluppo delle azioni di marketing).
A chi si rivolge?

Giovani NEET che:

  • hanno tra 18 e 29 anni
  • non studiano, non lavorano, non seguono percorsi di formazione
  • aderiscono al programma Garanzia Giovani Asse 1

Giovani NON NEET che:

  • hanno tra 18 e 34 anni
  • sono disoccupati o lavoratori, il cui reddito non supera una determinata soglia
  • aderiscono al programma Garanzia Giovani Asse 1 bis

Professionisti che:

  • hanno un’età non superiore a 35 anni
  • sono titolari di Partita Iva in forma individuale

Donne inattive che:

  • hanno compiuto 18 anni

Disoccupati di lunga durata che:

  • hanno compiuto 18 anni
  • sono disoccupati o lavoratori, il cui reddito non supera una determinata soglia
Settori finanziabili
  • Servizi alla persona e alle imprese
  • Servizi per l’ambiente
  • Risparmio energetico ed energie rinnovabili
  • Servizi multimediali, informazione e comunicazione
  • Commercio, artigianato, manifatturiero
  • Turismo, Servizi culturali e ricreativi
  • Trasformazione e commercializzazione prodotti agricoli
Domanda di finanziamento

Alla conclusione del percorso formativo, il partecipante viene assistito nella presentazione della domanda di finanziamento che va da 5.000 a 50.000 euro senza interessi e senza la necessità di garanzie.

La partecipazione al corso consente di acquisire un maggiore punteggio nella valutazione della domanda di finanziamento.

Per info e chiarimenti scrivici: agevolazioni@serinta.it

In collaborazione con CLab18 | Consulting & Lab (yesistartup@gmail.com – 3452249494)

Resto al Sud: finanziamenti per nascita e sviluppo delle imprese

Resto al Sud: i finanziamenti dedicati alla nascita e allo sviluppo delle imprese, anche libere professioni

Resto al Sud mira a sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali e libero professionali, e lo sviluppo di quelle già esistenti.

Le agevolazioni sono destinate a chi ha un’età compresa tra i 18 e i 55 anni.

Resto al Sud si rivolge a:

  • imprese costituite dopo il 21/06/2017
  • imprese costituende
  • liberi professionisti che non risultano titolari di partita IVA per attività analoga a quella proposta.

Resto al Sud finanzia:

  • attività produttive nei seguenti settori: industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone
  • turismo
  • commercio
  • attività libero professionali (sia in forma individuale che societaria).

Le agevolazioni coprono il 100% delle spese ammissibili e sono composte da:

  • 50% di contributo a fondo perduto
  • 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI.

Resto al Sud finanzia al 100% le spese (finanziamento massimo di 50.000 euro per ogni richiedente, che può arrivare fino a 200.000 euro nel caso di società composte da quattro soci).

Per le imprese individuali (con un solo soggetto proponente) il finanziamento massimo è pari a 60.000 euro.

Se vuoi rimanere informato su tutte le novità e seguire in tempo reale il percorso del tuo progetto, scarica gratuitamente l’app di Resto al sud.

Per info e chiarimenti scrivici: agevolazioni@serinta.it

In collaborazione con CLab18 | Consulting & Lab (info@clab18.it – 3452249494)

Impianti rifiuti: nuovo decreto sulla prevenzione incendi

Impianti rifiuti: nuovo decreto sulla prevenzione incendi

Dato che negli ultimi anni sono aumentati gli episodi di incendi ad impianti di trattamento e/o stoccaggio di rifiuti, sono in arrivo nuove regole antincendio relative a questo settore.

Con l’approvazione del D. M. 26 luglio 2022 dal titolo “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per gli stabilimenti ed impianti di stoccaggio e trattamento rifiuti” si intende applicare le norme tecniche di prevenzione incendi ad un settore di attività finora non soggetto: quello degli stabilimenti ed impianti di stoccaggio e trattamento rifiuti.

LE NOVITA’ DEL DECRETO

Il nuovo D. M. 26/7/2022 nell’Allegato I precisa che le nuove norme tecniche si applicano a:

  • stabilimenti e impianti di stoccaggio dei rifiuti in via esclusiva o a servizio degli impianti di trattamento di rifiuti (esclusi i rifiuti inerti e radioattivi)
  • centri di raccolta di rifiuti (le cosiddette “piattaforme ecologiche” o “isole ecologiche” e simili) di superficie superiore a 3.000 mq (in questo caso, escluse le parti verdi perimetrali).

La norma si dovrà applicare sia alle attività di nuova realizzazione, sia alle attività esistenti e quindi già autorizzate entro 5 anni dall’entrata in vigore del Decreto.

LE INDICAZIONI PREVISTE DAL NUOVO DECRETO

Il nuovo D. M. 26/7/2022 prescrive che le nuove norme tecniche in esso contenute vengano applicate agli “stabilimenti e impianti che effettuano stoccaggio dei rifiuti in via esclusiva o a servizio degli impianti di trattamento di rifiuti, esclusi i rifiuti inerti e radioattivi, nonché ai centri di raccolta di rifiuti di superficie superiore a 3.000 m²”.

Dunque, il nuovo Decreto intende applicare l’intero codice prevenzione incendi agli stabilimenti ed impianti di stoccaggio e trattamento rifiuti che prima ne erano esclusi.

Il nuovo D. M. 26/7/2022 può non essere applicato (con facoltà di adeguarsi):

  • alle attività già in possesso di un atto abilitativo come previsto dall’art. 38, comma 1, D.L. 21 giugno 2013, n. 69 (“Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”) – ossia alle attività di nuova introduzione nell’elenco delle attività soggette a prevenzione incendi ai sensi dell’Allegato I del D.P.R. n. 151/2011);
  • attività in regola con gli adempimenti previsti agli artt. 3, 4, 5 e 7, D.P.R. n. 151/2011 – ossia quelle attività in possesso di un parere di conformità per progetto di prevenzione incendi (art. 3); di un CPI rilasciato o una SCIA inviata (art. 4); ove necessario, quelle attività che siano in regola con i rinnovi periodici di prevenzione incendi (art. 5); ove necessario, quelle attività per cui siano state approvate eventuali deroghe (art. 7).
ENTRATA IN VIGORE DEL DECRETO

Il D. M. 26 luglio 2022 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 187 dell’8 agosto 2022 ed entrerà in vigore a 90 giorni dalla pubblicazione.

Infortuni mortali sul lavoro: aumentano in Calabria

Infortuni mortali sul lavoro: la Calabria tra le regioni con maggior incremento

Dall’analisi territoriale delle denunce di infortunio all’Inail nei primi sette mesi dell’anno, si evince che le regioni con i maggiori incrementi sono la Toscana, il Veneto e la Sardegna (+7 casi mortali ciascuna), la Calabria (+6 casi) e la Sicilia (+5 casi).

I maggiori decrementi, invece, si sono registrati in Campania (-30 casi), Puglia (-24 casi) e Abruzzo (-18 casi).

Come evidenziato da Vega Engineering, che attraverso il proprio Osservatorio Sicurezza sul Lavoro analizza mensilmente i dati pubblicati dall’INAIL, ad una lettura più approfondita dei dati, nonostante una diminuzione del 16% del numero di infortuni mortali,  si registra per contro un preoccupante incremento delle morti sul lavoro nel periodo gennaio-luglio 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021.

L’INAIL riporta che dal 1 gennaio al 31 luglio 2022 si sono registrati in Italia complessivamente 569 infortuni mortali sul lavoro, mentre nello stesso periodo del 2021 gli infortuni mortali erano 677.

La diminuzione del 16%, però, è dovuta ai numerosi infortuni mortali causa Covid registrati nel 2021, quasi del tutto assenti nel primo semestre del 2022.

Escludendo dunque dal conteggio i “casi Covid“, con riferimento al primo semestre dell’anno, si evince che le morti in occasione di lavoro sono passate dalle 171 del 2021 alle 452 del 2022 con un incremento del +164%.

INFORTUNI MORTALI: I NUMERI ASSOLUTI

Vediamo la classifica delle regioni italiane in base al numero di infortuni mortali registrati dal 1 gennaio 2022 al 30 giugno 2022:

  1. Lombardia (60)
  2. Veneto, Emilia Romagna (39)
  3. Lazio (35)
  4. Toscana (34)
  5. Campania (32)
  6. Piemonte (31)
  7. Sicilia (27)
  8. Puglia (26)
  9. Trentino Alto Adige (19)
  10. Calabria, Marche (14)
  11. Sardegna (10)
  12. Umbria (9)
  13. Abruzzo (7)
  14. Liguria (5)
  15. Valle d’Aosta (4)
  16. Molise (3)
  17. Basilicata, Friuli Venezia Giulia (2)

Come spesso accade a guidare la classifica del maggior numero di vittime in occasione di lavoro è la Lombardia che è anche la regione con la più alta popolazione lavorativa.

Vale la pena precisare, però, il numero assoluto di infortuni mortali sul lavoro è scarsamente indicativo del fenomeno infortunistico nelle diverse regioni e province, in quanto non tiene conto della popolazione lavorativa presente nell’area di analisi.

INFORTUNI MORTALI: L’INDICE DI INCIDENZA

Se invece teniamo conto del numero di infortuni mortali rapportandolo con la popolazione lavorativa di ogni regione otteniamo l’indice di incidenza della mortalità, un dato che consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra zone (ad esempio regioni) differenti.

In sostanza, questo indice è veramente rappresentativo del fenomeno infortunistico di ogni regione perché è calcolato dal rapporto degli infortuni mortali rispetto alla popolazione lavorativa regionale.

Sulla base del calcolo dell’indice di incidenza della mortalità si ottiene una classifica del fenomeno infortunistico nelle regioni molto diversa dalla precedente:

  1. Valle d’Aosta
  2. Trentino Alto Adige
  3. Molise
  4. Calabria
  5. Umbria
  6. Marche
  7. Toscana
  8. Puglia
  9. Sicilia
  10. Campania
  11. Emilia Romagna
  12. Veneto
  13. Sardegna
  14. Piemonte
  15. Lazio
  16. Abruzzo
  17. Lombardia
  18. Basilicata
  19. Liguria
  20. Friuli Venezia Giulia

In questo caso la Valle d’Aosta balza al primo posto, in quanto il peso del fenomeno infortunistico in questa regione (4 infortuni su 52.741 occupati) è molto maggiore rispetto alla Lombardia (60 infortuni su 4.332.516 occupati) che, dalla prima posizione della classifica basata sui numeri assoluti, finisce quasi in coda al 17° posto nella classifica calcolata in base all’indice di incidenza.

Fonti: INAILVega Engineering

Nomina del Preposto: le novità del Testo Unico della Sicurezza

Nomina del Preposto: le novità del Testo Unico della Sicurezza

Il cosiddetto “Decreto Fiscale” (Legge 215/2021), pubblicato nella G.U. del 20 dicembre 2021 n. 301, contenente misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili, contiene anche modifiche rilevanti al D. Lgs. 81/08 (il Testo Unico Salute e Sicurezza sul Lavoro), con particolare riferimento al rafforzamento del ruolo del Preposto.

Vediamo le modifiche apportate al TUSL e le relative conseguenze sui contesti di lavoro.

L’obbligo del datore di lavoro (e dei dirigenti) di individuare il preposto o i preposti

Nella sezione Obblighi del datore di lavoro e dei dirigenti del D.Lgs. n. 81/2008 (art. 18 comma 1), la modifica più significativa è l‘introduzione del nuovo obbligo di nomina del preposto, vigente dal 21 dicembre 2021 e penalmente sanzionato a titolo contravvenzionale, a carico del Datore di lavoro e/o del dirigente (nell’ambito delle sue competenze e attribuzioni).

Si tratta, quindi, di un obbligo nuovo e penalmente sanzionato, la cui violazione prevede per il datore di lavoro e il dirigente l’arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro [Art. 55, co. 5, lett. d)].

Il successivo articolo 26 del D.Lgs. n. 81/2008 è anch’esso stato modificato in tal senso, disponendo (al comma 8 bis) che “nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto o subappalto, i datori di lavoro appaltatori e subappaltatori devono indicare espressamente al datore di lavoro committente il personale che svolge la funzione di preposto”.

I datori di lavoro che non comunicano ai committenti il nominativo del preposto sono sanzionati penalmente a titolo contravvenzionale con arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro [Art. 55, co. 5, lett. d)]

Obblighi del preposto

Anche l’articolo 19 del D.Lgs. n. 81/2008 relativo agli Obblighi del Preposto ha subito importanti modifiche, che comportano obblighi penalmente sanzionati a titolo contravvenzionale.

In base alle nuove disposizioni, in riferimento alle attività indicate all’articolo 3, i preposti devono, in caso di rilevazione di non conformità comportamentali in ordine alle disposizioni e istruzioni impartite dal datore di lavoro e dirigenti ai fini della protezione collettiva e individuale, intervenire per modificare il comportamento non conforme fornendo le necessarie indicazioni di sicurezza. In caso di mancata attuazione delle disposizioni impartite o di persistenza della inosservanza, interrompere l’attività del lavoratore e informare i superiori diretti.

Inoltre, in caso di rilevazione di deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e di ogni condizione di pericolo rilevata durante la vigilanza, se necessario, interrompere temporaneamente l’attività e, comunque, segnalare tempestivamente al datore di lavoro e al dirigente le non conformità rilevate.

I due nuovi obblighi sono sanzionati penalmente a titolo contravvenzionale con arresto fino a due mesi o ammenda da 491,40 a 1.474,21 euro [Art. 56, co. 1, lett. a)], oltre a costituire gravi violazioni disciplinari del contratto di lavoro.

L’obbligo del preposto di vigilare sul rispetto delle disposizioni di legge ed a quelle aziendali, di contrastare i comportamenti scorretti e pericolosi dei lavoratori e ogni situazione di pericolo, con l’obbligo di sospendere il lavoro, sempre in caso di pericolo grave e immediato, configura una posizione di garanzia diversa dal passato.

In molti casi potrebbe configurarsi come l’unico responsabile di infortuni sul lavoro: ad esempio, quando le macchine e le disposizioni organizzative sono ineccepibili, e la causa dell’infortunio è da ricondursi unicamente nella mancata sospensione del lavoro (mancato esercizio del potere impeditivo da parte del garante della sicurezza nominato dal datore di lavoro in conformità alla definizione dell’art. 2 del D.Lgs. n. 81/2008). Inoltre, comprende anche le situazioni di pericolo create da appaltatori e subappaltatori.

Obblighi (di vigilanza) del datore di lavoro e del dirigente

Il datore di lavoro e il dirigente sono obbligati a pretendere, da parte del preposto regolarmente individuato, lo svolgimento dei compiti sopra citati.

In base all’art. 18 del D.Lgs. n. 81/2008, il datore di lavoro e i dirigenti sono tenuti a vigilare in ordine all’adempimento degli obblighi di cui agli articoli 19 [preposto], 20 [lavoratore], …, ferma restando l’esclusiva responsabilità dei soggetti obbligati ai sensi dei medesimi articoli qualora la mancata attuazione dei predetti obblighi sia addebitabile unicamente agli stessi e non sia riscontrabile un difetto di vigilanza del datore di lavoro e dei dirigenti”.

Dunque, in caso di omessa vigilanza, datore di lavoro e dirigente saranno corresponsabili delle omissioni del preposto.

La formazione obbligatoria e l’aggiornamento del preposto

Le modifiche del Decreto Legge n. 146/2021 hanno introdotto nell’articolo articolo 37 sulla Formazione il nuovo comma 7-ter, ai sensi del quale per assicurare l’adeguatezza e la specificità della formazione, nonché l’aggiornamento periodico dei preposti ai sensi del comma 7, le relative attività formative devono essere svolte interamente con modalità in presenza e devono essere ripetute, con cadenza almeno biennale e comunque ogni qualvolta ciò sia reso necessario in ragione dell’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi.

La violazione di questo comma è punita, per il datore di lavoro e il dirigente, con l’arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.474,21 a 6.388,23 euro [Art. 55, co. 5, lett. c)].

Dunque, in relazione alla formazione in presenza e l’aggiornamento biennale della formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro dei preposti, si può riepilogare come segue:

  • La legge di conversione 215/2021 del DL 146/2021 è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 20/12/2021, ed è entrata in vigore il giorno dopo, 21/12/2021.
  • L’obbligo di formazione, penalmente sanzionato con arresto o ammenda dell’aggiornamento biennale, è stato introdotto da questa legge nell’art. 37 del D.Lgs 82/2008.
  • La Costituzione vieta la retroattività della legge penale. Per effetto di tale divieto, l’obbligo di formazione è dunque entrato in vigore il 21.12 2021 e non può avere effetto retroattivo.

Avviso Regione Calabria: aiuti a imprese e lavoratori emergenza Covid-19

Avviso Regione Calabria: aiuti a imprese e lavoratori per l’emergenza Covid-19

La Regione Calabria ha pubblicato un avviso in aiuto alle imprese e ai lavoratori a seguito dell’emergenza Covid-19.

DESCRIZIONE
L’avviso è orientato a sostenere il sistema produttivo regionale colpito dagli effetti della pandemia da COVID-19, attraverso attività di riqualificazione e formazione del personale dell’impresa e di aiuti sui costi salariali lordi del personale.

CHI PUO’ ACCEDERE?

  • Imprese (ad esclusione di quelle operanti nei settori della pesca e dell’acquacoltura, e della produzione primaria di prodotti agricoli)
  • Lavoratori autonomi
  • Professionisti
  • Enti del terzo settore

che hanno subito una perdita di fatturato nel corso dell’anno solare 2020, rispetto all’anno solare 2019, non inferiore al 10%.

MODALITA’ DI ACCESSO AI CONTRIBUTI
Le imprese dovranno scegliere nel “Catalogo dell’offerta di formazione continua 2021-2023” gli interventi formativi di maggiore interesse, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle competenze dei lavoratori e consentire un adeguato adattamento e una risposta delle aziende alla crisi. Per tutti i lavoratori avviati alla formazione sarà possibile richiedere il contributo a rimborso dei costi salariali lordi sostenuti nei 12 mesi successivi all’accoglimento della domanda.

REQUISITI DI AMMISSIBILITA’

  1. sede operativa o unità produttiva locale destinataria dell’intervento nel territorio della Regione Calabria;
  2. iscrizione, nei casi previsti dalla legge, nel registro delle imprese della CCIAA territorialmente competente;
  3. nel caso di professionisti obbligati all’iscrizione in albi tenuti da ordini o collegi professionali, iscrizione al pertinente albo professionale;
  4. nel caso di professionisti non obbligati all’iscrizione in albi tenuti da ordini o collegi professionali, iscrizione IVA ed alla Gestione Separata INPS.

L’AIUTO CONCEDIBILE VERRA’ UTILIZZATO PER COPRIRE:

  • il 100% dei costi relativi alle attività di formazione continua ai fini della riqualificazione del personale dell’impresa (importo massimo concedibile 25.000 Euro);
  • l’80% dei costi salariali lordi del personale coinvolto nelle suddette attività (si intendendono i costi salariali sostenuti per i dodici mesi successivi alla presentazione della domanda per un massimo di 100.000 Euro, comprendente la retribuzione lorda prima delle imposte e i contributi obbligatori, quali gli oneri previdenziali e i contributi assistenziali per figli e familiari durante un periodo di tempo definito).

I PERCORSI FORMATIVI POTRANNO ESSERE SCELTI DAL SEGUENTE CATALOGO FORMATIVO SERINTA

TERMINI E SCADENZA
Le domande di candidatura dovranno essere presentate attraverso la piattaforma informatica predisposta dalla Regione Calabria utilizzando le credenziali SPID del legale rappresentate.

Fase 1: Inserimento delle domande

Lo sportello per l’inserimento delle domande e degli allegati aprirà il giorno 14/03/2022 alle ore 09:00 e chiuderà il giorno 11/04/2022 alle ore 20:00.

Fase 2: Invio delle domande (c.d. “Click-day”)

Lo sportello per la trasmissione formale delle domande aprirà alle ore 09:00 e chiuderà alle ore 21:00 del giorno 12/04/2022.

La Serinta offre supporto e l’assistenza necessaria alla realizzazione della domanda di candidatura al bando.

    PUOI:

    - Contattare i nostri referenti:

    Salvatore Amato | email: salvatoreamato@serinta.it | Tel: 328 72 35 841
    Amerigo Colelli | email: amerigo@serinta.it | Tel: 333 22 69 487

    - Compilare il modulo sottostante



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